Un territorio capace di attrarre investimenti che si trasformano in economie, che a loro volta producono indotto, che siano di investitori internazionali o di famiglie che da generazioni si occupano di vigna, Sangiovese in testa, ed accoglienza: il Chianti Classico è un’intuizione antica che si declina al presente, con grande speranze per il futuro. Come racconta l'investimento importante della famiglia Folonari, proprietaria di alcune aziende simbolo del territorio, che ha deciso di investire 7 milioni di euro, cifra non banale soprattutto in questi tempi, nella nuova cantina della Tenuta del Cabreo, tra le colline di Montefioralle, a pochi chilometri da Greve in Chianti.
Investimento che racconta la voglia di credere nel futuro, e l’affezione per un territorio che racconta la storia della regione tra la Siena del Medioevo e la Firenze del Rinascimento, si tramanda anche di generazione in generazione, del resto, per una famiglia che, oltre sulla “canonica” produzione di vino, si focalizza sempre più sull’enoturismo, che si attesta sempre più come vettore di vendita di vino, in un momento meno brillante sui mercati per le vendite del nettare di Bacco. Con la Tenuta di Nozzole, il Relais del Cabreo, la nuova Tenuta del Cabreo sarà un’altra attrattiva per i winelovers di tutto il mondo, unendo il lato produttivo con il design e trasformando il “parco acciai” in “refined interior”, seguendo l’intuizione di tradurre in bellezza il lavoro ed il frutto della terra, come il Chianti Classico insegna. Questa nuova struttura, inaugurata a Greve in Chianti nel cuore del Gallo Nero, rappresenta un investimento importante di 7 milioni, su 11 milioni di fatturato complessivo dell’azienda. L’obiettivo strategico della famiglia è quello di alzare l’asticella, andando oltre il racconto del singolo calice o della bottiglia, per narrare un intero territorio e tutto ciò che vi sta dietro.
Giovanni Folonari, ottava generazione della famiglia nel mondo del vino, ha ricordato che la sua famiglia è legata a questo settore da tantissimi anni, a partire dall’inizio del Novecento nel 1913 con Ruffino, e che oggi, dopo un assestamento e una divisione familiare, si concentra esclusivamente su vini d’origine legati al territorio e prodotti interamente in azienda a filiera completa, partendo dal vigneto, come succede in tutte le cinque tenute aziendali (Nozzole e Cabreo nel Chianti Classico, Torcavalno a Montepulciano, Campo al Mare a Bolgheri, La Fuga a Montalcino e Vigne a Porrona in Maremma, per oltre 210 ettari vitati, ndr).
Secondo la sua visione, il futuro risiede nei cosiddetti fine wines, che costituiscono il pilastro della futura economia vitivinicola poiché la tendenza attuale vede le persone bere meno ma bere meglio, un fattore che reputa gratificante per chi mette grande passione nel proprio lavoro. “Il consumatore moderno non cerca solo l’eleganza, ma desidera un vino di carattere e identità, e vuole conoscere la zona di produzione, la storia e la famiglia che si celano dietro l’etichetta”, come racconta Giovanni Folonari, a Winenews. Che aggiunge: “la nostra famiglia valorizza al massimo il patrimonio del Sangiovese, un vitigno prezioso utilizzato in purezza a Nozzole per l’Annata, la Riserva e la Gran Selezione, pur sviluppando parallelamente altri vini di rottura capaci di esprimere carattere sia con i SuperTuscan sia nelle denominazioni di Bolgheri e della Maremma”.
Questo approccio si inserisce perfettamente nel più ampio progetto battezzato “mondo Cabreo”, finalizzato a creare un’esperienza enoturistica coerente ed a comunicarla in modo univoco. Il neo amministratore delegato delle Tenute Folonari, Davide Profeti (in carica da fine aprile) ha raccontato, a Winenews che “la famiglia ha compiuto un grandissimo sforzo economico proprio per portare avanti l’idea di un vero e proprio ecosistema Cabreo. Un microcosmo che accorpa l’eccellenza della produzione e dell’ospitalità, integrando i due relais di charme già esistenti, il Borgo del Cabreo e la Pietra del Cabreo, il ristorante che reinterpreta la cucina della tradizione e, infine, la nuova cantina. L’inaugurazione della struttura completa ufficialmente il progetto di enoturismo delle Tenute, offrendo ai visitatori un’esperienza immersiva a stretto contatto con la famiglia, dove la cantina stessa è stata ristrutturata all’interno del territorio per far sentire l’ospite accolto come se entrasse nella loro casa privata, ma in un contesto di altissimo livello”.
La nuova Cantina del Cabreo, che è stata progettata dall’architetto fiorentino Carlo Ludovico Poccianti è suddivisa in tre ambienti distinti e funzionali: il primo è interamente dedicato al processo di vinificazione all’interno di vasche d’acciaio “a caduta verticale” e rifinite con degli inserti color bronzo che trasformano il parco acciai in un qualcosa di gradevole alla vista; il secondo ospita una barricaia; il terzo e ultimo ambiente è la sala degustazione. La struttura custodisce oltre 300 legni tra tonneau, barriques e botti stagionate, disponendo inoltre di tini in acciaio sia per la vinificazione che per lo stoccaggio, per un totale di 4.500 ettolitri, e di vasche sovrapposte che consentono di suddividere e preservare i diversi cru di vigneto. Grande spazio è stato riservato all’innovazione tecnologica, come dimostra l’introduzione di un selezionatore ottico che analizza singolarmente ogni acino per ottimizzare la raccolta delle uve, mentre il progetto è completato da un archivio delle annate storiche interamente dedicato ai Supertuscan prodotti nelle Tenute del Cabreo. La scelta di investire massicciamente sull’accoglienza di lusso mira anche a intercettare una specifica clientela che manifesta la chiara tendenza a sfuggire dall’alto affollamento turistico delle città d’arte.
Il classico “overtourism”. “Dopo aver trascorso un’intera giornata a visitare le bellezze urbane di Firenze, a soli 30 minuti dalla tenuta, i turisti sentono la necessità di evadere, allontanarsi e andare a riposarsi in mezzo alla campagna, al verde e ai vigneti”, ha sottolineato ancora Giovanni Folonari. Che a proposito della nuova opera, ha aggiunto: “la nuova Cantina del Cabreo è la sintesi perfetta tra identità aziendale, visione imprenditoriale e futuro. È un’esperienza immersiva radicata nella tradizione toscana ma nel contempo profondamente innovativa, con tecnologie all’avanguardia che ottimizzano il processo di vinificazione. L’inaugurazione della Cantina completa il nostro progetto di enoturismo alle Tenute del Cabreo, dove abbiamo realizzato i due relais di charme Borgo del Cabreo e Pietra del Cabreo e un ristorante che reinterpreta la cucina della tradizione. Grazie a questo progetto di ospitalità, abbiamo ricevuto il prestigioso riconoscimento “Vinitaly Territory Ambassador”, che celebra l’impegno dell’azienda sul territorio e la nostra opera di autentica valorizzazione del made in Italy”.
Ma è anche un segnale di forte fiducia nel futuro, spiega ancora Giovanni Folonari: “affrontare un simile investimento in un frangente macroeconomico instabile, segnato da dazi internazionali, conflitti e campagne di disinformazione sui rischi legati al consumo di alcolici, costituisce una precisa e ponderata mossa controcorrente”. Inoltre, fa notare Folonari, “per un imprenditore che possiede le necessarie disponibilità economiche, il momento di crisi è in realtà il migliore in assoluto per investire. Questo accade sia perché si riscontra una minore competizione sul mercato, sia perché i fornitori e le maestranze esterne hanno meno distrazioni operative e riescono a concentrarsi maggiormente sui dettagli, offrendo un lavoro qualitativamente superiore e spesso a un prezzo inferiore a causa della contrazione generale delle commesse. La nostra famiglia è fortunata a disporre di risorse interne tali da poter sostenere questi sforzi senza dover gravare esclusivamente su mutui o debiti bancari, che renderebbero l’operazione difficilmente sostenibile. La spinta fondamentale resta la pura passione e la ferrea volontà di portare avanti la tradizione aziendale”.
L’inaugurazione ufficiale ha visto anche un importante momento istituzionale, durante il quale il sindaco di Greve in Chianti, Paolo Sottani, ha consegnato la cittadinanza onoraria al fondatore dell'azienda, Ambrogio Folonari come riconoscimento per il suo storico e strategico apporto alla valorizzazione del territorio e alla rinascita del vino toscano. “Sono commosso per questa onorificenza. Sono nato a Brescia, che ho lasciato a 19 anni, e dopo un periodo trascorso a Firenze nel 1967 ho acquistato questa azienda di 110 ettari per 15 milioni di lire, pensandoci oggi è una cosa ridicola. Ho seguito tutta questa evoluzione, radicandomi sempre di più in questa splendida città di Greve in Chianti, dove ho tanti amici e estimatori. La bellezza di questa nuova cantina è finalizzata alla qualità del vino, il nostro scopo principale e assoluto è la qualità”, ha dichiarato, commosso, Ambrogio Folonari.
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