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L’EVENTO

“Chi ama lo Champagne ama la vita”: gli “Oscar Champagne” by Fondazione Italiana Sommelier (Fis)

La celebrazione nei calici, con grandi maison (da Gosset a Pierre Paillard, da Pommery a Bruno Paillard, a Moët & Chandon, e non solo), a Roma

Quinto mercato in volume, con 7,8 milioni di bottiglie nel 2025 (insieme al Belgio, e dietro solo ai “big” Stati Uniti, Regno Unito, Giappone e Germania), e in valore, con 210 milioni di euro, l’Italia, nonostante la sua sempre più apprezzata e affermata produzione di bollicine Metodo Classico, ha un rapporto forte e speciale con lo Champagne. Celebrato in mille brindisi, ed in tanti occasioni di prestigio, come sono stati, tra gli altri, gli “Oscar Champagne” 2026, evento dedicato alla cultura della grande bollicine francesi, firmato dalla Fondazione Italiana Sommelier (Fis), guidata da Franco Maria Ricci, che, nel Rome Cavalieri Waldorf Astoria, a Roma, ha riunito oltre 700 appassionati, che hanno potuto degustare 24 Champagne di 8 grandi maison premiate, guidati, oltre che dai docenti Fis, dagli stessi Chef de Cave o produttori.
Così è stato con la Maison Pierre Paillard, storica realtà della Montagne de Reims, raccontata dallo Chef de Cave Quentin Paillard, insieme a Massimo Billetto; con Maison Gosset di Aÿ, presentata dallo Chef de Cave Odilon de Varine, con la guida di Daniela Scrobogna; la celeberrima Bruno Paillard, con Alice Paillard e Paolo Lauciani; il mito Moët & Chandon, con la Senior Brand Manager Fanny Bonet-Monserrat, insieme a Luciano Mallozzi; Ployez-Jacquemart, storica maison della Vallée de la Marne raccontata dalla produttrice e Chef de Cave Laurence Ployez, insieme a Giovanni Lai e Luciano Mallozzi; Maison Gallimard Père et Fils della Côte des Bar, con Arnaud Gallimard, Daniela Scrobogna e Massimo Billetto; Paul Déthune, storica realtà della Montagne de Reims, guidata dalla produttrice Sophie Déthune, Massimo Billetto e Paolo Lauciani; e ancora l’icona Pommery, rappresentata dal Deputy Cellar Master Baptiste Chazeaud e dal Ceo di Pommery Italia Elena Garavaglia, con la conduzione di Giovanni Lai.
Per una grande degustazione che è stata un’esperienza culturale, all’insegna della gioia che solo i grandi vini sanno dare. Perché come ricordato dal palco della Fondazione Italiana Sommelier, “chi ama lo Champagne ama la vita”.

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