La Sicilia che si è aperta al mondo come le pagine di un libro, attraverso capolavori della letteratura italiana firmati dai suoi più grandi scrittori, da Giovanni Verga a Leonardo Sciascia, da Luigi Pirandello a Giovanni Tomasi di Lampedusa, da Salvatore Quasimodo ad Andrea Camilleri, da Simonetta Agnello Hornby a Stefania Auci, solo per citarne alcuni fino ai giorni nostri, oggi si racconta attraverso i suoi grandi vini. È da questo incontro che nasce il “Premio Letterario Mandrarossa - La Sicilia che non ti aspetti”, progetto culturale promosso da Mandrarossa, brand di nicchia di Cantine Settesoli, che torna nel 2026 con l’edizione n. 2, presentata nei giorni scorsi al “Salone Internazionale del Libro” di Torino, e che sarà di scena il 25 luglio nella cornice d’eccezione del Tempio di Hera nel Parco Archeologico di Selinunte, uno dei luoghi più suggestivi del Mediterraneo scelto come scenario simbolico di un dialogo tra cultura, storia e paesaggio, con la premiazione delle opere vincitrici selezionate dalla giuria presieduta dalla giornalista, scrittrice, conduttrice radiofonica e tv Concita De Gregorio (che raccoglie il testimone da Aldo Cazzullo, intervistato a tu per tu da WineNews, nella prima edizione, parlando di vino e letteratura, ndr), e composta da autorevoli personalità del panorama culturale italiano, da Franco Cardini a Neria De Giovanni, da Eleonora Lombardo a Carlo Alberto Moretti, da Christian Rocca a Nadia Terranova, presentata dall’autrice e giornalista Melania Petriello. Seguirà lo spettacolo di Concita De Gregorio “Madre. Una conversazione, nessuna colpa, centomila donne”, intenso intreccio teatrale e letterario a due con Meliania Petriello.
Il “Premio Letterario Mandrarossa - La Sicilia che non ti aspetti” unisce i mondi del vino e della letteratura, diversi tra loro, ma, allo stesso tempo, profondamente connessi. Un percorso che riflette la visione di Mandrarossa, da sempre impegnata nello studio e nella valorizzazione del territorio siciliano: se ogni vigneto racconta una storia attraverso il calice, il Premio amplia la narrazione, invitando autori e lettori a esplorare attraverso le parole paesaggi lontani dagli stereotipi e nuove prospettive. “Le radici della cultura si innestano in uno dei simboli siciliani, il vino, che è esso stesso racconto di un territorio - spiega Giuseppe Bursi, presidente Mandrarossa, “custode” a Menfi del vigneto “più vicino al mare al mondo”, 500 ettari di Syrah che si “tuffano” letteralmente nel Mar Mediterraneo (come WineNews ha raccontato in un video) - con il Premio rafforziamo un progetto che mette in relazione imprese, librerie e autori, contribuendo a generare valore. Dopo la prima edizione, proseguiamo con ancora maggiore convinzione in questo percorso, certi che la cultura rappresenti una leva fondamentale per lo sviluppo e il futuro dei territori”. Elemento distintivo del progetto è, infatti, il coinvolgimento delle librerie indipendenti sia italiane che straniere, che hanno proposto 93 opere finaliste - suddivise in cinque categorie e il Premio Narrativa - e contribuito attivamente alla costruzione di una rete culturale diffusa, capace di valorizzare i territori e le comunità. Il Premio prevede un riconoscimento assoluto - il Premio Narrativa Mandrarossa - affiancato da cinque sezioni tematiche ispirate alle etichette del brand: Cavadiserpe per il giallo, Bertolino Soprano per la favola, Calamossa per l’opera prima, Cartagho per il romanzo storico, Urra di Mare per le opere dedicate ad ambiente, sostenibilità e paesaggio.
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