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MERCATI

Spumanti, cala l’export in Usa: -27% in valore per le bollicine italiane nel primo trimestre 2026

Del Rey Analysts of Wine Markets: l’Italia a 121,6 milioni di dollari e 32,67 milioni di bottiglie (-23,2%). Francia, giù i prezzi e volumi stabili

Che il mercato del vino sia partito con il freno a mano tirato non è propriamente una sorpresa, considerando anche come si era chiuso il 2025. Un trend certificato, comunque, dai numeri del primo bimestre 2026 per il vino italiano, anche se, nel Belpaese, febbraio ha mostrato una crescita rispetto a gennaio, secondo i dati Istat analizzati da WineNews, per un risultato complessivo di 1 miliardo di euro in valore nel dato cumulativo di febbraio 2026, a -13,3% sullo stesso periodo 2025 e, in riferimento ai volumi, 158 milioni di ettolitri a febbraio 2026, a -3,2% sul primo bimestre 2025. Pesa, ovviamente, l’andamento degli Stati Uniti (-27,48% in valore e -11,5% in volume), di gran lunga il primo partner commerciale, ma che sta calando le proprie importazioni di vino, dall’Italia come dagli altri Paesi produttori, e questo vale anche per il comparto degli spumanti.
Secondo i dati del Dipartimento del Commercio statunitense, analizzati da Del Rey Analysts of Wine Markets (Awm), e riportati da WineNews, il 2026 è iniziato con un andamento molto deludente per le vendite internazionali di vino negli Stati Uniti. Il calo generale delle importazioni di vino da parte degli Stati Uniti, tra gennaio e marzo 2026, è stato del -32,1% in termini di valore e del -20,6% in termini di volume. Gli acquisti sono diminuiti di quasi un terzo in valore, passando da 1,84 miliardi di dollari nel primo trimestre 2025 a 1,249 miliardi di dollari nello stesso periodo 2026. Un calo che sembra essere stato causato dai nuovi dazi, dall’attuale incertezza e dalle fluttuazioni dei consumi e dei livelli delle scorte.
Nel panorama delle importazioni da parte degli Stati Uniti, gli spumanti hanno registrato una riduzione leggermente inferiore rispetto ai vini imbottigliati non spumanti, in valore (-28% rispetto a -34,6%), ma una diminuizione leggermente superiore in termini di bottiglie (-22,5% contro -19,7%) a causa del loro prezzo medio unitario relativamente più stabile in dollari. Gli Stati Uniti hanno importato 38 milioni di litri di vino spumante nel primo trimestre 2026, per un valore di 307 milioni di dollari, ad un prezzo medio di 8 dollari al litro (pari a 50,6 milioni di bottiglie, ndr).
Tra i fornitori, tutti i principali produttori mondiali di vino stanno faticando nel mercato nordamericano (con l’eccezione della Nuova Zelanda per i vini fermi), ma ci sono comunque delle differenze. Le esportazioni italiane verso gli Stati Uniti, per quanto riguarda gli spumanti, hanno segnato, nel primo trimestre 2026, 121,59 milioni di dollari (-27%) per 32,67 milioni di bottiglie (-23,2%). La Francia, invece, ha totalizzato un export di 167,92 milioni di euro nel primo trimestre 2026 per gli spumanti (-26,7%), ma il calo nei volumi è più basso rispetto all’Italia (-6,7%) per un totale di 12,63 milioni di bottiglie acquistate dagli Stati Uniti. La Francia, in particolare, secondo Del Rey Awm, sembra resistere molto meglio rispetto ad altri Paesi produttori del mercato nordamericano grazie ad una sostanziale riduzione del prezzo medio dichiarato per unità (-21,4% per i vini spumanti). Una conseguenza, quella della diminuzione dei prezzi, che ha influenzato anche l’Italia anche se in misura nettamente inferiore (-5%). La Spagna è quella che somma la perdita maggiore. Nel primo trimestre 2026, le vendite di spumanti spagnoli negli Stati Uniti hanno registrato una frenata del -50,1% in valore a 12,6 milioni di dollari e del -49,4% in volume per 4,1 milioni di bottiglie finite sul mercato degli States. Rispetto a Francia e Italia, la Spagna ha mantenuto i propri prezzi all’insegna della stabilità a 4 dollari al litro (-1,4%).

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