Dai musei a cielo aperto tra i vigneti alle cantine d’autore firmate dalle più celebri archi-star, dalle etichette d’artista alle aziende mecenati di giovani artisti, quello tra vino e arte non è più solo un legame di reciproca ispirazione che risale alla notte dei tempi. Oggi la liaison tra due delle più antiche passioni umane, è andata ben oltre, perché sempre più produttori si affidano all’arte per raccontare i valori culturali che stanno dietro alla nascita dei loro vini, per l’arte contemporanea le cantine sono diventate nuovi spazi espositivi e per gli artisti i loro territori sono un’inesauribile fonte di ispirazione (come WineNews ha raccontato in un video). Un connubio sempre più interessante, non solo per gli amanti del vino e dell’arte, ma anche per gli storici ed i critici (ne abbiamo parlato anche con Bruno Corà, presidente della prestigiosa Fondazione Burri), per le gallerie e per le istituzioni museali, grazie a progetti pionieri come la prima residenza d’artista in una cantina italiana: “Viaggio in Sicilia” di Planeta Cultura, con la quale, da oltre 20 anni, Planeta, tra le cantine artefici del “rinascimento” del vino siciliano, coinvolge artisti italiani e internazionali in un confronto diretto con la storia, i luoghi, le memorie e le diverse culture dell’isola, trasformandola in uno spazio di produzione contemporanea. Come Monira Al Qadiri, tra le protagoniste della scena contemporanea mondiale che, dopo aver attraversato la Sicilia, da Selinunte ad Enna, da Gibellina all’Etna, da Noto a Palermo - in dialogo con luoghi come il “Cretto” di Burri, Palazzo dei Normanni, Palazzo Chiaromonte Steri e le collezioni paleontologiche del Museo Gemmellaro - ha presentato “Geologie del tempo/Geologies of Time”, il nuovo progetto site-specific, curato da Valentina Bruschi e Vito Planeta, che ha svelato “Falconeri”, l’installazione che prende il nome da Palaeoloxodon falconeri, l’elefante nano che abitò la Sicilia 500.000 anni fa, alla Tenuta Ulmo a Sambuca di Sicilia.
In particolare, l’edizione n. 10 di “Viaggio in Sicilia” si inserisce nel programma “Gibellina 2026 Off”, il calendario di eventi collaterali di “Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea” - la città rinata dal terremoto del 1968 della Valle del Belìce, grazie al visionario processo di rigenerazione culturale voluto da Ludovico Corrao, prima come sindaco e poi come presidente della Fondazione Orestiadi, simboleggiato dal “Grande Cretto” di Alberto Burri, una delle opere di land art più grandi al mondo, e, oggi grazie anche al sostegno del vino, che nasce nei vigneti delle Tenute Orestiadi che lo circondano (come abbiamo raccontato in un video) - ampliando la risonanza del progetto e rafforzando il dialogo tra cultura, creazione e comunità, che costituisce da sempre la cifra dell’impegno di Planeta Cultura. In questo quadro si colloca anche la collaborazione con la Fondazione Merz, con cui Planeta Cultura porta avanti da anni un percorso continuativo di ricerca e confronto.
Come spiega Vito Planeta, responsabile Planeta Cultura e co-curatore “Viaggio in Sicilia” #10, “il progetto nasce dalla consapevolezza della straordinaria complessità del territorio siciliano: una terra composta da paesaggi, culture, tradizioni e identità profondamente diverse. Per questo, oltre vent’anni fa, Diego Planeta - fratello di mio nonno e Cavaliere del Lavoro per il suo impegno nella rinascita del vino siciliano a livello nazionale e internazionale - intuì che la viticoltura potesse diventare un potente strumento narrativo, capace di valorizzare e raccontare la Sicilia. Questa visione è stata poi ampliata e sviluppata dalla generazione di mio padre e dei miei zii. Negli anni successivi, Vito Planeta Sr. (1965-2023, e nel cui Studiolo Ulysses dell’Ulmo è collocata l’opera, ndr) comprese a sua volta come la cultura contemporanea potesse rappresentare un ulteriore strumento di racconto e trasformazione. Attraverso lo sguardo e la sensibilità degli artisti, infatti, la Sicilia riesce a rivelarsi nella sua dimensione più profonda e universale. Da questa visione nasce anche Planeta Cultura, allora chiamata “Planeta per l’Arte e il Territorio”: un progetto pensato per creare un dialogo costante tra creatività contemporanea, paesaggio e identità siciliana. Questo viaggio tra vigneti, cantine e luoghi della Sicilia prende forma proprio da tale idea: trasformare il vino non soltanto in un’espressione produttiva, ma in uno strumento capace di raccontare cultura, memoria e territorio”.
Per “Geologie del Tempo”, Monira Al Qadiri, artista visiva kuwaitiana, nata in Senegal e formatasi in Giappone, ha visitato l’isola per la prima volta nel settembre-ottobre 2025, accompagnata dalla fotografa Federica Iannuzzi, “attraversando paesaggi, siti archeologici, musei scientifici e territori spesso lontani dai percorsi più conosciuti - racconta Valentina Bruschi, curatrice di “Viaggio in Sicilia”, dal 2015 - come sempre, il progetto nasce dall’idea di guardare la Sicilia attraverso occhi nuovi, lasciando che il viaggio, gli incontri e le stratificazioni culturali del territorio si trasformino lentamente in ricerca artistica. Nel caso di Monira, questa esperienza ha generato un legame così forte con l’isola da spingerla a tornare più volte in Sicilia anche dopo la fine della residenza. Forse è proprio questo uno degli aspetti più belli del progetto: la sua capacità generativa di creare legami reali e duraturi tra gli artisti, le persone, i luoghi. Come scriveva Leonardo Sciascia, la Sicilia non è un’isola ma un continente”.
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