La crisi dello Stretto di Hormuz ha fatto salire alle stelle i costi dei fertilizzanti come l’urea, balzata a maggio 2026 a 833 euro a tonnellata contro i 472 di maggio 2025 (+77%), mentre il nitrato ammonico è passato nello stesso periodo da 369 euro a tonnellata a 486 (+32%), secondo l’analisi Coldiretti su dati Cciaa Torino. E, stando ad una stima della Fao, le difficoltà di navigazione nello stretto hanno ritardato la disponibilità fino a 3 milioni di tonnellate di fertilizzanti al mese, mettendo a rischio la produttività agricola. Tanto che la Commissione Europea, nell’emendamento al bilancio Ue 2026 adottato nei giorni scorsi, propone di rafforzare la riserva agricola della Pac con 300 milioni di euro di fondi aggiuntivi per fornire sostegno “mirato ed eccezionale” agli agricoltori colpiti dalla guerra in Medio Oriente e dall’aumento dei prezzi dei fertilizzanti. Che andrebbero, quindi, a sommarsi ai 200 milioni di euro presi dalla riserva agricola e dopo che il Consiglio Ue ha già deciso di sospendere per un anno i dazi doganali sui principali fertilizzanti azotati (tra cui urea e ammoniaca).
Annunci e manifestazioni di intenti a cui devono, però, seguire i fatti, sottolinea Coldiretti. “Per sostenere le aziende agricole duramente colpite dall’aumento dei costi dei fertilizzanti occorre garantire risorse certe, uscendo dalla logica degli annunci ad effetto e senza sottrarre risorse dai fondi già destinati al settore”, ha commentato il segretario nazionale, Vincenzo Gesmundo. Tanto più, evidenzia l’organizzazione degli imprenditori agricoli, considerando la “totale chiusura sinora manifestata dalla presidente Ursula von der Leyen” alla cancellazione di Cbam (Carbon Border Adjustment Mechanism, la tassa ambientale dell’Unione Europea che serve a parificare il costo delle emissioni di Co2 tra i prodotti fabbricati nell’Ue e quelli importati da Paesi extra-Ue a prevenzione della delocalizzazione industriale) ed Ets (l’Emission Trading System, lo strumento dell’Ue per ridurre le emissioni di gas serra e combattere il cambiamento climatico). “È inaccettabile che la Commissione Itre, chiamata ad esprimersi sul Cbam, abbia eliminato dal testo l’articolo 27A (quello che prevede la sospensione del meccanismo in caso di gravi difficoltà di mercato), perché non ha ottenuto il supporto della maggioranza dei membri - scrive Coldiretti - ugualmente insostenibile il compromesso raggiunto che prevede, anziché la possibilità di sospendere il Cbam, che si usino i proventi generati dal meccanismo per sostenere economicamente i settori in difficoltà. Senza però citare né i fertilizzanti nello specifico né di cifre esatte dedicate. I soliti annunci privi di sostanza”.
Un “sentiment” generale condiviso anche con le altre principali associazioni di categoria del settore. Come Cia-Agricoltori Italiani: “l’annuncio della Commissione Europea di rafforzare la riserva agricola della Pac con 300 milioni di euro aggiuntivi è positivo e va nella direzione annunciata dal piano fertilizzanti, ma non può restare un intervento isolato - evidenzia il presidente Cristiano Fini - chiediamo di intervenire anche sulla revisione dell’Ets e sospendere immediatamente il Cbam sui fertilizzanti, eliminare temporaneamente dazi e misure antidumping che aggravano ulteriormente il quadro e garantire piena trasparenza sui prezzi, per fermare le speculazioni e riportare i costi su livelli sostenibili per le aziende agricole”. Per Cia-Agricoltori Italiani serve, infatti, una vera strategia europea per rafforzare l’autonomia produttiva e ridurre la dipendenza dall’estero: accelerando la produzione interna di fertilizzanti, rendendo più flessibile la direttiva nitrati, sbloccando rapidamente l’utilizzo di digestato, letame e soluzioni alternative oggi, spiega l’associazione, frenate dalla burocrazia e favorendo una gestione più efficiente dei nutrienti tra territori.
E allineata è anche Confagricoltura che accoglie con favore la proposta della Commissione Europea con l’auspicio però “che l’Europarlamento approvi velocemente questa misura” e ribadendo, comunque, “la necessità di un piano strutturato per contrastare il caro fertilizzanti, sospendendo il Cbam, intervenendo sulla tassazione e con altre misure a lungo termine”.
La proposta di Bruxelles, infatti, dovrà essere approvata dal Parlamento Europeo e dagli Stati membri, e secondo quanto filtra, sarà formalmente annunciata domani, 12 giugno, dall’Esecutivo europeo nel quadro di un più ampio pacchetto di modifiche mirate alla Politica Agricola Comune (Pac). I 300 milioni di euro aggiuntivi per rafforzare la riserva agricola della Pac “sono soldi che possono essere considerati una prima e concreta risposta all’emergenza. Naturalmente la Commissione deve farsi trovare pronta a continuare in questa direzione e sostenere il settore primario, in questo momento di tensione. Adesso confidiamo che il Parlamento Ue approvi immediatamente questa misura”, ha detto il Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, che, a sua volta, ha ribadito la necessità di sospendere Cbam ed Ets: “regolamenti che, soprattutto in questo periodo di incertezza, non hanno ragione d’esistere. La Commissione europea deve abbandonare posizioni ideologiche ed essere più pragmatica, non si possono imporre dazi su fattori di produzione essenziale agli agricoltori”.
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