A salire sul gradino più alto del podio, senza troppe sorprese, è l’Osteria Francescana, tre stelle Michelin nel cuore di Modena, autentico gioiello dello chef Massimo Bottura, un tempio della cucina famoso in tutto il mondo, come il suo patron. Posizione n. 2 per Uliassi, a Senigallia, ristorante tristellato di uno dei più grandi chef del Belpaese Mauro Uliassi, che precede, alla posizione n. 3, Piazza Duomo di Alba dello chef Enrico Crippa (in partnership con la famiglia Ceretto), altra istituzione (tre stelle Michelin) dell’alta cucina italiana. Sono i tre migliori ristoranti secondo GialloZafferano, seguitissimo food media brand che raggiunge oltre 21 milioni di persone ogni mese e con una fanbase di 72 milioni di follower. E che con “GialloZafferano Ristoranti” ha dato vita ad una piattaforma digitale progettata per mappare, confrontare e armonizzare le valutazioni sui luoghi della ristorazione italiana.
Uno strumento di orientamento che mette in dialogo le recensioni di 15 fonti del settore, leggendole attraverso oltre 100 parametri con l’obiettivo di offrire “un giudizio trasparente, oggettivo e comparabile per trovare il locale giusto, nella zona prediletta e al prezzo desiderato”. La top 10 prosegue, alla posizione n. 4, con il ristorante Reale di Niko Romito a Castel di Sangro, altra eccellenza tristellata del Belpaese così come Le Calandre a Rubano (n. 5) della famiglia Alajmo con lo chef Massimiliano Alajmo che è stato il più giovane chef al mondo ad aver ricevuto questo riconoscimento. Dal Veneto al Piemonte, e precisamente ad Orta San Giulio (Novara) dove spicca Villa Crespi, il progetto vincente e premiato con tre stelle Michelin di Antonino Cannavacciuolo e di sua moglie Cinzia Primatesta, al n. 6. Non poteva mancare Roma (posizione n. 7), rappresentata da La Pergola dell’Hotel Rome Cavalieri, dove in cucina regna lo chef tedesco Heinz Beck, premiata con tre stelle Michelin per una delle tavole più prestigiose della ristorazione italiana. Posizione n. 8 per l’Enoteca Pinchiorri (altro tre stelle Michelin), un tempio dell’enogastronomia di alta qualità nel cuore di Firenze, frutto della visione di Giorgio Pinchiorri e Annie Feolde e che può anche contare su una delle più impressionanti collezioni vinicole del mondo. A chiudere una top 10 tutta “tristellata” ci sono Da Vittorio a Brusaporto della famiglia Cerea, punto fermo dell’eccellenza culinaria tricolore e unico italiano tra i 10 locali al vertice de “La Liste” 2026; e Casa Perbellini 12 Apostoli a Verona, altro vanto del made in Italy del gusto guidato dallo chef Giancarlo Perbellini.
A livello geografico, la distribuzione della Top 100 nelle regioni della classifica di GialloZafferano vede in testa la Lombardia (19%), seguita da Lazio (12%) e Piemonte (10%), poi Toscana, Campania e Veneto, tutte al 9%. I 100 migliori ristoranti italiani sono distribuiti in oltre 70 città e se Roma e Milano guidano la classifica della Top 100 con 10 indirizzi ciascuna, l’80% dell’eccellenza gastronomica italiana si trova fuori dalle due principali metropoli. “GialloZafferano - ha affermato Andrea Santagata, ad Mondadori Digital - ha sempre aiutato le persone a fare scelte migliori in cucina. Con GialloZafferano Ristoranti estendiamo questa missione anche al mondo del fuori casa. Abbiamo selezionato 15 fonti che parlano linguaggi diversi e le abbiamo tradotte in un unico indice trasparente e accessibile. Non un’ulteriore guida gastronomica, ma uno strumento utile per orientarsi al meglio. È questo il tipo di innovazione che vogliamo portare alle persone”.
La piattaforma introduce, inoltre, due speciali riconoscimenti per orientare i clienti: nella “GZ Smile” (che premia il miglior rapporto qualità/prezzo) il primato va a Trippa (Milano) con la Top 10 Smile che include anche Consorzio (Torino), Trattoria da Amerigo 1934 (Savigno), La Brinca (Ne), Lo Stuzzichino (Sant’Agata sui Due Golfi), Al Cambio (Bologna), Antichi Sapori (Montegrosso), Ristorante Cacciatori (Cartosio), SantoPalato (Roma) e Sora Maria e Arcangelo (Olevano Romano). Il riconoscimento “In Evidenza (i trend del momento)” è dedicato, invece, alle insegne che registrano la maggiore crescita di attenzione da parte di critica e pubblico. Qui figurano Madonnina del Pescatore (Marzocca), Duomo (Ragusa), Il Pagliaccio (Roma), Seta by Antonio Guida (Milano), D’O (Cornaredo), Torre del Saracino (Vico Equense), Agli Amici dal 1887 (Godia), Glam Enrico Bartolini (Venezia), L’Argine a Vencò (Dolegna del Collio) e DaGorini (San Piero in Bagno).
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