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LO STATO DELL’ARTE

“Cantina Italia”, le giacenze di vino crescono sul 2025: 46,5 milioni di ettolitri (+6,7%)

Gli ultimi dati, redatti dall’Icqrf, aggiornati al 30 giugno 2026, confermano uscite a ritmo basso con la vendemmia, ormai, alle porte
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Le giacenze di vino nelle cantine italiane sono in crescita sul 2025

Un fenomeno che sembra non avere, al momento, inversioni di tendenza, tanto che il confronto con il 2025, anno in cui i numeri erano già alti, evidenza come le cantine italiane, a livello generale, stiano aumentando le proprie scorte di vino rispetto a 12 mesi fa. Al 30 giugno 2026, secondo i dati dell’ultimo bollettino di “Cantina Italia”, redatto dall’Icqrf sulla base dei registri telematici di cantina, negli stabilimenti enologici italiani sono, infatti, presenti 46,5 milioni di ettolitri di vino, 3,7 milioni di ettolitri di mosti e 55.570 ettolitri di vino nuovo ancora in fermentazione (Vnaif).
Rispetto al 30 giugno 2025, si osserva un valore delle giacenze superiore per i vini (+6,7%), per i mosti (+36,2%) e inferiore per i Vnaif (-13,1%)
, mentre, rispetto al 31 maggio 2026, il dato delle giacenze è inferiore per i vini (-5,3%), per i mosti (-11,7%) e per i Vnaif (-16,4%).
Il 56,1% del vino è detenuto nelle regioni del Nord, prevalentemente nel Veneto; il 54,8% è a Dop, il 26,1% a Igp (con 20 tra Dop e Igp, su 523, che mettono insieme il 57,9% del totale delle giacenze), i vini varietali costituiscono appena l’1,7% del totale e il 17,4% è rappresentato da altri vini. Il Prosecco Doc vale da solo il 10,2% delle scorte in cantina del vino italiano (3,84 milioni di ettolitri), davanti alle Igp Puglia (1,67 milioni di ettolitri), Toscana (1,6 milioni di ettolitri), al Chianti Docg (1,29 milioni di ettolitri), all’Igp Terre Siciliane (1,2 milioni di ettolitri), alla Doc Sicilia (1,19 milioni di ettolitri), al Montepulciano d’Abruzzo (1,18 milioni di ettolitri), all’Igp Salento (1,15 milioni di ettolitri), alla Doc delle Venezie (1,14 milioni di ettolitri) e all’Igp Veneto (1,1 milioni di ettolitri).
Una fotografia delle giacenze che, nel complesso, restituisce un mercato del vino rallentato, con la vendemmia 2026 che, ormai, è alle porte.

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