Che il vino non stia attraversando un momento brillante sui mercati internazionali non è più, e da tempo, una novità. L’andamento negativo del 2025 per l’export, pur se nel confronto con un 2024 da record, non ha trovato un inversione di segno nemmeno nel 2026 e questo vale, in generale, a livello europeo dove si trovano le tre maggiori potenze enoiche produttive, Francia, Italia e Spagna. Secondo il “Monitoring Eu Agri-Food Trade” della Commissione Europea, da gennaio ad aprile 2026, il valore delle esportazioni di vino e prodotti a base di vino europeo, infatti, ha di poco superato i 5 miliardi di euro in valore (-5%) con un calo di 265 milioni di euro sullo stesso periodo temporale 2025, “principalmente a causa dei prezzi più bassi verso gli Stati Uniti”, si legge nel report. Sempre nel primo quadrimestre 2026, restano, invece, stabili spirits e liquori a 2,7 miliardi di euro di export. Con 16,4 miliardi di euro di export nel 2025 (ma con quasi 1 miliardo in meno sul 2024), il vino ha rappresentato il 7% del totale dei prodotti europei esportati, confermandosi uno dei più importanti.
A livello generale, ad aprile 2026, l’Ue ha esportato prodotti agroalimentari per un valore di 20,3 miliardi di euro, registrando un calo del 3% su base mensile e un aumento dell’1% su base annua. Le esportazioni complessive da inizio anno hanno raggiunto i 77,6 miliardi di euro, un dato inferiore del 3% sul primo quadrimestre 2025 (-2,3 miliardi di euro), dovuto principalmente alla riduzione delle esportazioni di cacao e carne suina. Tra i prodotti più in difficoltà c’è l’olio di oliva: l’export è diminuito di 367 milioni di euro (-17%) nei primi 4 mesi dell’anno in corso, a causa del calo dei prezzi (-12%) e dei volumi (-8%), in particolare verso gli Stati Uniti, ma anche in direzione di Canada, Australia e Giappone.
Il Regno Unito con 17,8 miliardi di euro resta il principale partner commerciale dell’Europa (-2%) per l’agri-food, davanti agli Stati Uniti che mostrano un calo marcato (-14%) a 8,8 miliardi di euro complessivi. Sul podio sale anche la Svizzera (+1%) a 4,6 miliardi di euro.
Da gennaio ad aprile 2026, l’Ue sul fronte agri-food ha importato per 62 miliardi di euro, -4% sulla medesima finestra temporale 2025. Per quanto riguarda la bilancia commerciale (la differenza tra il valore delle esportazioni e quello delle importazioni, ndr), il confronto tra il primo quadrimestre 2025 (15,3 miliardi di euro) e il primo quadrimestre 2026 (15,6 miliardi di euro), porta ad un saldo positivo di 233 milioni di euro, derivato dal calo dei prezzi del cacao.
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