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IL 4 E IL 5 OTTOBRE

“Champagne mon amour”: la passione degli italiani per le bollicine francesi è intramontabile

A celebrarla, è la “Champagne Experience”, il più importante evento europeo dedicato al vino-icona mondiale firmato Excellence Sidi a BolognaFiere

Se c’è un vino che è un’icona mondiale, è lo Champagne. È così da quando è nato, tra i pochi vini al mondo ai quali sia stato attribuito un inventore: l’abate benedettino Dom Pérignon, nel Seicento all’Abbazia d’Hautvillers, a Épernay, “capitale” della celebre regione nell’Est della Francia - dove lo Champagne rappresenta solo l’8% della superficie vitivinicola ad Appellation d’origine contrôlée, ma il 51% del valore totale, con 35.000 ettari (che sono quelli che creano più ricchezza per ettaro al mondo), suddivisi tra 319 villaggi (come WineNews ha raccontato in un video reportage in alcune delle più famose maison d’oltralpe, da Joseph Perrier a Dom Pérignon, Moët & Chandon, Ruinart e Veuve Clicquot, tutti “gioielli” di Lvmh, da Perrier-Jouët a Pommery, da Louis Roederer a Deutz) - dove si produce vino fin dal Duecento, un terroir speciale che dona ai vini qualità uniche, a partire da 7 vitigni autorizzati, di cui 3 maggioritari: Pinot Nero, Meunier e Chardonnay. Ed è così ancora oggi, nonostante i consumi che cambiano e scenari geopolitici sempre più complessi anche per il vino, nei quali l’export 2025 si è fermato a 266 milioni di bottiglie e 3,68 miliardi di euro, secondo i dati del Comité Champagne, che per adattare l’offerta all’attuale domanda ha abbassato le rese della vendemmia 2026, che è già iniziata con la precocità record che accomuna quest’anno i grandi territori del vino mondiale. E se gli Usa, seppur in calo nei volumi anche nei primi mesi 2026, stando ai numeri FranceAgrimer, analizzati da WineNews, si confermano il primo mercato, forse non tutti sanno che l’Italia è il quinto mercato mondiale con 7,8 milioni di bottiglie per 210 milioni di euro nel 2025 (con il Belgio e dietro solo ad altri “big” come Uk, Giappone e Germania). Una passione intramontabile celebrata dalla “Champagne Experience” 2026, edizione n. 9 del più importante evento europeo dedicato alle bollicine francesi firmato Excellence Sidi - realtà composta da 21 tra i maggiori importatori e distributori italiani di vini e distillati d’eccellenza, da Sagna a Gruppo Meregalli, da Cuzziol GrandiVini a Pellegrini, da Balan a Sarzi Amadè, da Vino & Design a Teatro del Vino, da Proposta Vini a Bolis, da Les Caves de Pyrene a Premium Wine Selection Pws, da Ghilardi Selezioni a Visconti43, da Première ad Agb Selezione, da Philarmonica a Spirits & Colori, da ViteVini ad Apoteca, a Ceretto Terroirs - che conferma BolognaFiere come location, e sempre più “hub” del vino, dove è in programma il 4 ed il 5 ottobre.
La “Champagne Experience” 2026, grazie ad Excellence Sidi che, guidata da Luca Cuzziol, l’organizza dal 2017, è l’appuntamento di riferimento europeo per operatori del settore e appassionati, con protagoniste ben 125 maison e piccoli vignerons in un percorso di degustazione ai banchi di assaggio (con i calici ufficiali realizzati in collaborazione con Odessa, distributore italiano esclusivo per il marchio Stölzle Lausitz) suddiviso in base all’area geografica, corrispondente alle diverse zone di produzione della Champagne - Montagne de Reims, Vallée de la Marne, Côte des Blancs e Côte des Bar, e con le “maison classiche” riunite, invece, in una specifica area - a BolognaFiere, che conferma la propria vocazione di punto d’incontro privilegiato per operatori del settore HoReCa, importatori, distributori, produttori e appassionati, dedicando all’evento uno spazio più ampio in grado di accogliere le migliaia di visitatori attesi e offrire un’esperienza ancora più completa e funzionale. In un momento particolare anche per lo Champagne, infatti, l’evento, per volontà di Excellence Sidi, vuole favorire occasioni di networking e spunti concreti per valorizzare questo vino iconico nelle proposte per gli operatori. Inoltre, è stata rinnovata la collaborazione con Champagne de Vignerons, l’associazione creata nel 2001 dal Syndicat Général des vignerons de la Champagne con l’obiettivo di diffondere il lavoro svolto dai piccoli vignerons.
Un evento (che, chiaramemente, Winenews segue da anni, ndr) che, in generale, fa di Bologna, la “città delle Due Torri”, il quartier generale in Italia dello Champagne, offrendo un’occasione privilegiata per osservare da vicino l’evoluzione della denominazione e approfondire i cambiamenti che interessano produzione, mercato e consumi. Una denominazione che ha contribuito a rendere le bollicine forse il vino più contemporaneo, il più “gastronomico” e il più versatile negli abbinamenti con il cibo, e nelle occasioni di consumo, e il più amato anche dalla Gen Z. Perché il segreto dello Champagne è anche una creatività che non conosce confini, tra partnership esclusive non solo con la ristorazione e l’hôtellerie, ma anche con le star più famose, e contaminazioni con l’arte, la moda, la musica, lo sport, il cinema, e non solo, secondo una strategia di marketing che ha fatto scuola. Anche nel rispondere al calo mondiale dei consumi, alzando ancora di più l’asticella in termini di comunicazione ed investimenti. Del resto, come diceva Napoleone, il più grande estimatore della storia delle bollicine francesi, “quando vinci meriti lo Champagne, quando perdi ne hai bisogno”.

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