02-Planeta_manchette_175x100
Consorzio Collio 2026 (175x100)
L’INDAGINE GALLUP

Usa, è ancora minimo storico per il consumo di alcolici, ma la preferenza per il vino resta intatta

Come nel 2025, il 54% dichiara di bere alcol: dirimente il tema salute. Le scelte: su i superalcolici, giù la birra. Stabile il nettare di Bacco

Era al 54% un anno fa e la percentuale, anche nel 2026, resta la stessa. E racconta del dato più basso, rispetto agli americani che dichiarano di consumare alcol, mai registrato dalla storica società di ricerche Gallup a partire dal 1939. Un dato, ormai, in flessione da diversi anni: erano il 62% nel 2023 e il 58% nel 2024, fino al 54% del 2025, che si è poi stabilizzato anche quest’anno. Del resto, secondo l’indagine, il 51% degli adulti statunitensi ritiene che oggi bere una o due bevande alcoliche al giorno sia dannoso per la salute: si tratta solo della seconda volta, da quando Gallup ha posto per la prima volta la domanda nel 2001, che la maggioranza degli intervistati esprime questa opinione (un anno fa lo dichiarava il 53% del campione). Ormai 25 anni fa, infatti, appena il 27% riteneva che bere con moderazione fosse dannoso per la salute, mentre un 22% affermava che consumare alcol fosse benefico e il 46% sosteneva, invece, che non facesse alcuna differenza.
È aumentata la consapevolezza, spiegano i promotori dello studio: l’86% degli americani afferma di aver sentito parlare almeno in parte di studi recenti sugli effetti a lungo termine del consumo di alcol sulla salute (la percentuale era al 79% nel 2024), mentre un 54% dichiara di aver sentito parlare molto o abbastanza di questi studi (erano il 49% nel 2024). Con il calo generale del consumo di alcol, anche la percentuale di americani che dichiarano di bere, a volte troppo, è diminuita, raggiungendo un nuovo minimo del 13%. Prima del 2000, oltre il 20% degli americani dichiarava regolarmente di bere troppo, con il picco record del 35% nel 1989. Tra gli statunitensi che consumano alcolici la media è di 3,2 bevute a settimana, un dato simile alle 2,8 registrate l’anno scorso, ma in calo rispetto alla media delle 3,9 registrata nelle 5 rilevazioni precedenti. Una flessione che, spiega Gallup, coinvolge indistintamente tutti i gruppi demografici, generi ed etnie osservate nel campione, ma che “concede” alcune curiosità di natura politica e religiosa: gli elettori Repubblicani, infatti, consumerebbero meno alcol dei Democratici e lo stesso vale per i moderatamente religiosi o atei rispetto ai più devoti.
Ma “divertissement” a parte, per la prima volta quest’anno, Gallup ha chiesto agli americani quali sono i loro consumi analcolici alternativi e il 17% ha dichiarato di aver consumato birra analcolica, vino analcolico o mocktail al posto di una bevanda con alcol almeno una volta nell’ultimo anno e tra i consumatori abituali di analcolici il 38% ha affermato di berne di più che in passato, più del doppio di chi dichiara di berne di meno (il 17%).
La birra resta, comunque, la bevanda alcolica preferita tra gli statunitensi che consumano alcolici (36%), seguita da superalcolici (32%) e vino (30%). Ma se, rispetto al 2016, la preferenza riguardo ai superalcolici è cresciuta di +12 punti percentuali e quella della birra è scesa di -7 punti, il 30% di amanti del vino in Usa è rimasto intatto in questi anni, restando il preferito dagli adulti di età pari o superiore a 55 anni, soprattutto dalle donne: 45% di preferenza contro il 15% degli uomini. I superalcolici, invece, in Usa vanno per la maggiore nella fascia della mezza età, al pari della birra (che, però, prima era più diffusa tra i giovani): il 56% degli uomini contro il 16% delle donne predilige la birra. Un numero maggiore di donne (37%) rispetto agli uomini (26%) indica, invece, superalcolici come bevanda preferita.

Copyright © 2000/2026


Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit


Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2026

Altri articoli