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Affari & Finanza / La Repubblica

Paillettes - Il mangiare e bere non solo arte anche sesso ... A New York già sono in voga. A Chicago, Londra e Los Angeles stanno cominciando. I nuovi Dark events hanno come momento centrale le cene Cosmo Party durante le quali i convitati mangiano, bevono, si toccano, si spogliano nel buio più pesto con i camerieri che tutto osservano grazie ai loro occhiali nightvision. Complice l’oscurità che, ottundendo il senso della vista, esalta il tatto, l’udito, l’olfatto e il gusto, gli abitanti della Grande Mela scoprono il lato sensuale della nutrizione. Per favorire il consumo di cibo e sesso, il night club parigino Pink Platinum sistema gli ospiti su comodi lettini che ricordano gli orgiastici triclini romani. In California, nei centri del guru Deepak Chopra, si tengono corsi sulla cucina afrodisiaca ispirata al kamasutra. E un certo Alan Pratt, docente di raw food al Gran Space di Brooklyn dedicato ai cultori dello yoga, arriva a sostenere senza scherzare: «Se la tua mente si libera, puoi raggiungere l’orgasmo mangiando un’arancia». Dalle perversioni moderniste alle mistiche orientali, il sesso metropolitano chiede soccorso al mangiare.
Ma la vita è più varia di tutte le nostre filosofie. Da sempre religione, filosofia e arte associano l’atto del mangiare alla trasgressione e alla seduzione. Eva addentò la mela e commise il peccato originale. Platone discetta dell’eros a tavola. Martin Lutero fissa il suo pensiero nei "Discorsi a tavola". Il catechismo bolla gola e lussuria come vizi capitali. Ma il regista Marco Ferreri ne fa un capolavoro, "Le Grande Bouffe". E Peter Greenaway le esaspera fino al cannibalismo ne "Il cuoco, il ladro, sua moglie e l’amante". Del resto, come direbbe Anthelme BrillatSavarin, gli animali si nutrono, l’uomo mangia. La differenza la fa il cervello.
Forse questa mescolanza andrebbe contrastata. Enzo Vizzari, direttore delle guide culinarie de L’Espresso, dichiara: «Da gastronomo professionale e da praticante degli altri piaceri, preferisco tenere separate le cose: vero sesso e vera gastronomia sono incompatibili. Se invece si gioca, è valido tutto». Già, ma chi sa tracciare il confine tra gioco e impegno? La protagonista di "Come salvarsi la vita", romanzo di un’Erica Jong maestra di erotismo e dilettante degli altri piaceri, si fa prendere da dietro mentre sbuccia un avocado. Chi ha ragione: lei o Vizzari? Ciascuno può rispondere da sé. Con un’avvertenza: come direbbe BrillatSavarin, gli animali si riproducono, gli uomini fanno sesso.

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