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Affari & Finanza / La Repubblica

Bottiglie buone a basso costo nuova regola del consumatore Usa ... Anche i clienti dei ristoranti di lusso la pensano così: vogliono spendere non più di 25 dollari. I francesi battuti dagli italiani

Agli americani il vino piace economico. Anche tra i frequentatori dei ristoranti di alta gamma cresce la voglia di sperimentare nuovi sapori e brand anche sconosciuti, purché venduti ad un prezzo ritenuto adeguato. Tale prezzo si situa al massimo sui 25 dollari. Questa la tendenza che emerge dall’indagine annuale di "Wine & Spirits Magazine" su 2.200 ristoranti di lusso.
Quello americano è un mercato ricco di potenzialità, con 240 milioni di persone che ancora non bevono vino e dove i produttori italiani hanno raggiunto un livello di 400 milioni di euro di export nei primi sei mesi del 2004, superando la Francia anche in termini di valore. Nell’alta ristorazione, secondo la ricerca, la richiesta di vini italiani ha raggiunto nel 2003 il 15,5% del totale, mentre la domanda di vini francesi si è fermata al 14,1%. La crescente domanda di prodotti italiani non ha però favorito vini tradizionali come il Chianti Classico, ma piuttosto il Pinot Grigio e i vini rossi del centrosud del Paese quali Montepulciano d’Abruzzo, Primitivo e Nero d’Avola.
La contrazione dei consumi si è avuta nelle varietà più conosciute a favore di Pinot Grigio, Pinot Nero e Syrah. La quota dello Chardonnay è passata dal 44% del 1990 all’attuale 19,5%, mentre il Pinot Grigio ha spodestato il Sauvignon Blanc dal secondo posto dei vitigni più popolari, grazie ai vini provenienti dall’Oregon e dalla California, ma anche dall’Italia. Il Cabernet è sceso al 15,2% e il Merlot all’11,8% attestandosi sotto i livelli del 1994. Il Pinot Nero é invece salito al 9,2%, le vendite di Syrah sono aumentate dal 3% dello scorso anno al 3,6%, riflettendo uno slancio dello Shiraz australiano ed un aumento di interesse per lo Syrah del Washington State. In aumento pure le vendite di vini australiani (+3,7%) e spagnoli (+3,5%), anche a scapito dei più popolari vini americani.
Per assecondare la nuova tendenza i produttori italiani potrebbero legare un marchio ad un regione piuttosto che a una varietà di vino.

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