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Affari & Finanza / La Repubblica

Da Verona a Roma, va’ dove ti porta il gusto ... Sembrava già troppo un secondo salone e invece per il vino c’è ancora spazio, è il caso di dirlo, da vendere. Con il Wine Show di Roma, inaugurato alla fine del novembre scorso nella Città del Gusto del Gambero Rosso, sono arrivati a quattro gli appuntamenti con l’enologia, tutti di livello internazionale, tutti con l’arrivo di espositori, degustatori esperti e visitatori appassionati da tutto il mondo.

E pensare che quando era decollato il Salone del Vino di Torino in molti non avevano nascosto tutto il loro scetticismo sul successo dell’iniziativa. Il mercato, era il pensiero diffuso, è abbondantemente soddisfatto dal Vinitaly, il tradizionale appuntamento alla Fiera di Verona. Invece a quattro anni di distanza non solo il Salone di Torino, fortemente voluto da Alfredo Cazzola, ha continuato a veder crescere espositori e venditori ma lo stesso Cazzola, presidente della Promoter International - organizzatrice anche dello Smau e del Motorshow - ha tenuto a battesimo il nuovo evento romano. E prima ancora di Roma un’altra vetrina dell’enologia, il MiWine, ha preso il via a Milano.

Oltre 2.500 persone hanno partecipato al neonato evento della Capitale. Ma secondo gli esperti la piazza romana, che punta a far la concorrenza al prestigioso Wine Expo di Bordeaux, promette molto. «E’ una città che ama il bon vivre, un mercato dal potenziale elevatissimo sia dal punto di vista commerciale che da quello dell’immagine, importante per il vino di qualità», commenta Umberto Benezzoli, direttore generale di Promotor International. Cinquecento etichette di vini autoctoni, dai più importanti come Barolo e Brunello fino alle produzioni più rare, come il Timorasso, il Salamino, il Nero di Troia, il Pecorino, la Passerina, il Pignolo friulano o alcuni vini che stanno diventando dei must internazionali come il Sagrantino, il Verdicchio, il Nero d¹Avola, l’Aglianico sono stati esaminati dai palati più esigenti come dal grande pubblico.
Una recente indagine dell’Osservatorio del Salone del Vino ha stimato in oltre 3 miliardi di euro la spesa in vino degli italiani per Natale e Capodanno che pone la bottiglia di qualità tra i regali più ambiti. L’indagine ha rilevato che, se mediamente gli acquirenti di vino sono il 41% degli italiani, nelle festività questa percentuale si impenna di venti punti arrivando al 61%. Il 97% degli acquisti si concentra su bottiglie nazionali e la stragrande maggioranza sceglie vini da vitigno autoctono.

Alle quattro manifestazioni principe della bottiglia, si affiancano altri eventi, più circoscritti al territorio, ma di fama internazionale. Uno dei questi è Benvenuto Brunello, organizzato dal Consorzio di tutela e valorizzazione del famoso "rosso" di Montalcino, che quest’anno si tiene il 17 e 18 febbraio. Quest’anno appassionati e giornalisti esperti provenienti da tutto il mondo degusteranno in anteprima l’annata 2000 e la Riserva 1999 proposte da 130 cantine. Sempre a febbraio, il 19 e 20, è di scena «Grappitaly», mostramercato e convegno nazionale sulla grappa, nella Rocca Paolina, a Perugia. Saranno presenti le migliori aziende produttrici, a testimoniare come la grappa, uno dei simbolo del made in Italy dal "sottoprodotto" di un tempo si sia trasformata in acquavite raffinata per intenditori. Dai superalcolici alla birra, l’appuntamento si sposta a Rimini Fiera, dove quest’anno Pianeta Birra – Beverage & Co, una finestra aperta sulle etichette più di tendenza nel mondo, si svolgerà, a inizio febbraio, in contemporanea con Mia - Mostra Internazionale dell’Alimentazione - e con Mediterranean Seafood Exposition, facendo di Rimini il più grande polo espositivo europeo dei consumi alimentari extradomestici.

Cuore della cultura, e non semplice culto, del mangiar e bere bene è il Salone del gusto, che su iniziativa di Slow Food riempie ogni anno il Lingotto di Torino. Quest’anno la manifestazione è diventata "globale" raccogliendo gli chef più famosi del mondo e richiamando, nell’ambito dell’evento Terra Madre, inventato da Carlo Petrini - il patron di Slow Food, definito da Time "eroe europeo" - agricoltori, pescatori e allevatori di tutto il mondo. A Bra, patria di Slow Food, oggi presente in tutto il mondo con oltre 60.000 associati, si tiene invece Cheese, le forme del latte, altro evento di fama internazionale. Parma, altra capitale del buon gusto, ospita invece Cibus Tec Food Processing e Packaging.

Buon bene, buon mangiare, in poche parole uno stile di vita: e in cucina e in cantina la moda italiana è rappresentata anche da "una bottiglia", da un bicchiere griffato, dal look di un decanter. E persino da un’etichetta d’artista: pochi lo sanno ma Alessandro Chia, noto esponente della Transavanguardia disegna personalmente le etichette per bottiglie limitate di Brunello che produce nella sua tenuta di Montalcino. La vetrina del design del buon palato è Enolitch, che si tiene a Verona Fiere dal 7 all’11 aprile in concomitanza con il Vinitaly, la manifestazione capitanata da Luigi Castelletti.
Enolitech, riservato a operatori del settore, promette, mostrerà anche i macchinari all’avanguardia per la coltivazione, la raccolta, la lavorazione, l’imbottigliamento, l’imballaggio ed il trasporto di vino ed olio, altro protagonista di un evento a parte, Sol salone internazionale dell’Olio d’Oliva Vergine Extravergine, sempre nell’ambito del Vinitaly.

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