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Affari & Finanza / La Repubblica

Exploit delle dop Valpolicella crescono produzione e ricavi ... Continua a crescere la produzione di Amarone e Recioto della Valpolicella, che punta a far ulteriormente lievitare gli affari consentendo al vino di restare più a lungo in botte e aumentandone il valore al momento della vendita. “Quest’anno abbiamo avuto
un’annata eccezionale e abbiamo chiesto ai nostri soci
di destinare all’affinamento lungo i nostri due vini di
punta”, afferma Christian Marchesini, presidente del
Consorzio per la Tutela dei Vini Valpolicella. Una realtà
attiva da oltre ottant’anni, che riunisce circa 275 aziende, tra imbottigliatori e trasformatori della rinomata
Dop, e ha una filiera che conta sette cantine cooperative e circa 2.347 imprese agricole che conferiscono le uve raccolte nei vigneti tra Sant’Ambrogio e la Val Tramigna, le due zone d’eccellenza produttiva.
“Convincere i soci a mettere in affinamento, per il più lungo tempo possibile il vino, invece cli venderlo subito dopo i tre anni necessari - assicura Marchesini - non è stato facile” I produttori più grandi avevano infatti il problema di pagare le aziende che conferiscono le uve. “E quelli più piccoli - commenta il presidente - avevano necessità di liquidità per poter fare gli investimenti necessari a sostenere, per esempio, la promozione all’estero del prodotto. Per loro, andare a cercare acquirenti su nuovi mercati è molto costoso”. il rischio che molti soci commerciassero il prodotto appena possibile era alto. Grazie all’invecchiamento di quattro o cinque anni, il prodotto acquisterà maggiore valore. “E lo potremo vendere a prezzi più elevati - spiegano dal Consorzio - e inoltre non inflazioneremo il mercato mettendolo in commercio tutto insieme”.
Nel 2015 la produzione di Amarone e Recioto è aumentata Oltre centomila quintali di uve in più rispetto al 2014 sono state destinate a questi due prodotti. Ed è cresciuta in genere tutta la produzione di dop Valpolicella. “Per l’esattezza siamo passati dagli 834mila quintali di uve, di cui 228mila messi a riposo per Amarone e Recioto - prosegue il presidente del Consorzio - alle 900mila di quest’anno, di cui 360mila destinate ai nostri due rossi di punta”. Continua a lievitare anche l’export, che vale l’80 per cento del giro d’affari ed è cresciuto, a seconda del vino, del più 4 e del più 10 per cento. Peri due terzi si esporta in Europa, soprattutto in Germania, seguita da Danimarca e Svizzera. Tutto il resto va in altri continenti. In modo particolare in Canada e negli Stati Uniti. Ma arriva anche in Cina, Giappone e Brasile.
“La crescita dei produttori, non si limita agli ultimi anni. In un ventennio il terreno vitato Valpolicella è raddoppiato. Sono stati superati i 7mlla e quattrocento ettari di estensione nel 2014. Nello stesso periodo, la produzione di Amarone e Recioto è cresciuta dai 40 agli oltre 300mila quintali. E le bottiglie di Valpolicella, Amarone, Recioto e Ripasso prodotte sono state quasi 60milioni, per un valore complessivo intorno ai 550 milioni di euro annui, di cui 325 milioni solo per l’Amarone.
Questi vini sono diventati preziosi. Sono la prima Denominazione di origine protetta (Dop) di vino rosso in Veneto. La produzione lorda vendibile è tra le più alte in Italia e si attestata tra i 18mila euro e i 20mila euro a
ettaro. “In generale le nostre aziende non hanno mai avuto grandissimi problemi a ottenere credito - conclude il presidente - Le nuove spinte all’invecchiamento del prodotto ci agevoleranno e ci aiuteranno ad aumentare ancora di più il fatturato”. L’obiettivo è una crescita sempre più netta sui mercati esteri, senza trascurare quella ripresa del mercato interno che solo adesso si incomincia ad intravedere.

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