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Affari & Finanza / La Repubblica

Le bolle più effervescenti al listino ... Il tempo conferisce carattere
e vigore al Dom Perignon. Ma fa lievitare anche le quotazioni. Secondo The Finest Bubble, magazine inglese che valuta champagne e vini rari, il millesimato 1998 - non il P2 - che pure aveva ottenuto votazioni più basse del millesimato 2005, ed è considerato un Dom Perignon medio, quotava a fine dello scorso anno 700 sterline, con un 103% di incremento di valore. Con l’età ivintage acquistano valore anche perché diminuiscono le bottiglie in circolazione.
Tracciando le performance
a cinque anni del millesimato 2002 The Finest Bubble valuta una crescita del 28% del valore di mercato, specchio delle potenzialità di apprezzamento di questo brand.
Incrociando i dati relativi alla vendemmia con gli andamenti di altre annate The Finest Bubble stima per il vintage 2006 un futuro di rivalutazione che potrebbe superare 112005. Si tratta di un’annata eccezionale, che oltre a supportare l’evoluzione promette di sostenere anche le valutazioni di mercato. Nei primi sei mesi di bilancio 2016 Wines & Spirits hanno contabilizzato 565 milioni di euro di profitti nel portafoglio di Lvmh, in crescita del 17% rispetto alla prima metà del 2015. Vini e champagne contribuiscono per 178 milioni, cognacs e alcolici per 387 million euros. La buona performance, si legge sulla relazione per gli investitori, è dovuta sia a volume delle vendite che a una politica di incremento significativo dei prezzi, dovuto a una maggiore spinta sui prodotti di altagamma. I margini operativi come percentuale del fatturato sono in crescita di 2,5 punti, al 27.5%.

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