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Agi / Agenzia Giornalistica Italia

Il vino italiano deve credere di più sulle potenzialità di internet. Classifica Winenews: Duca di Salaparuta, Tasca d’Almerita, Santa Margherita, Planeta e Donnafugata al top … Le aziende del vino italiano che credono ed investono su Internet sono ancora una minoranza. La maggior parte non hanno ancora imparato a sfruttare le potenzialità del web. Tra le diverse regioni il livello medio più alto è in quelle del Sud - secondo la consueta indagine di Winenews “Cantine in Web” - con in primis la Sicilia con ben 6 siti al top tra i primi dodici. Meno bene la Toscana, per non parlare del Piemonte che presenta un'alta percentuale di
cantine ancora senza un sito web.

Per stilare la classifica dei dodici migliori siti del vino italiano sono stati analizzati oltre 1.500 siti di tutte le regioni d’Italia. Da questa scrematura iniziale sono stati presi in esame i primi cento classificati, e sottoposti al giudizio dei webmaster, grafici e copywriter. I venticinque siti finalisti sono stati valutati da un gruppo di opinion leader e giornalisti delle più importanti testate giornalistiche e televisive italiane, che hanno selezionati i dodici vincitori, assegnando da due a cinque “chioccioline”. Gli aspetti fondamentali presi in considerazioni per la scelta sono stati l’impatto emozionale, la grafica, la usabilità, la navigabilità, i contenuti e l’aggiornamento. Al top sono in cinque: Duca di Salaparuta, Tasca d’Almerita, Santa Margherita, Planeta e Donnafugata. A seguire Caprai, Cantine Florio, Carlo Pellegrino, Masi, Di Lenardo, Cantele e Puiatti.

In particolare dall’indagine emerge come in questi anni poche cose sono cambiate, il panorama è sostanzialmente stabile, con un ristretto gruppo di aziende che continuano a credere e ad investire sulla rete, seguite dalla maggior parte della cantine nazionali che invece considerano il sito Internet un semplice “dovere” di presenza, una sorta di catalogo aziendale on line, a volte neanche troppo curato. C’é poi, e questo è il dato più preoccupante, una buona parte di produttori che non si è ancora dotata di un proprio sito, e a malapena utilizza la posta elettronica.

Ma perché le cantine italiane devono investire su Internet? Per creare e fidelizzare i propri clienti, per fornire informazioni dettagliate e corrette sui propri vini e sul proprio territorio, per avere una finestra spalancata sul mondo. Non dimentichiamo infatti che se oggi una qualunque persona in una qualunque parte del pianeta ha bisogno di accedere velocemente ad una qualunque informazione sul vino, nella stragrande maggioranza dei casi si rivolgerà ad Internet. Un buon sito web, l’unico mezzo che consenta una visibilità immediata a livello internazionale, è un investimento alla portata di tutte le cantine, anche le più piccole, a differenza di altri e ben più costosi strumenti promozionali.

Un motivo in più per investire su Internet è rappresentato dalle buone previsioni per il futuro del commercio elettronico: secondo uno studio dell'Osservatorio b2c condotto dalla School of Management del Politecnico di Milano, in collaborazione con Anee e Assinform, ci sono buone prospettive per l’e-commerce italiano nel 2006. Il settore manterrà un tasso di crescita
complessivo tra il 40 ed il 50%, privilegiato, tra gli altri, il settore dell'enogastronomia. Dati confermati anche da una ricerca del sito enogastronomico Esperya tra i propri utenti, secondo cui a Natale 2005 ci sarà il 30% in più di acquisti “wine & food” on line sul Natale 2004. Sembrerebbero così in procinto di decollare anche in Italia le vendite di vino via web, dopo alcuni anni in cui non hanno riscosso molto successo. Anche se, stando alla percezione di WineNews, l’acquisto di bottiglie su Internet resterà, comunque, un fenomeno prettamente di nicchia, riservato agli enonauti più evoluti.

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