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Ansa

Sideways, quando il vino racconta la vita, gli amori, la solitudine ... E' vero: James Bond ordinava le migliori annate di Dom Perignon, George Clooney e compagni in 'Ocean's Twelve' bevevano un rosso italiano con l'etichetta ben in vista, ma un rapporto tra cinema e vino cosi' stretto come nel film americano 'Sideways', che esce oggi su 150 schermi italiani forte di cinque candidature all' Oscar, non c' era mai stato.

Non a caso la Fox, che distribuisce la pellicola, ha veicolato parte della sua campagna pubblicitaria attraverso il Gambero Rosso (la rivista con canale satellitare che si occupa di enogastronomia) mettendo tra l' altro in palio un week end nel Chianti tra quanti riconoscessero un particolare vino californiano. Non solo, il film e' stato sottoposto al vaglio di due grandi produttori di vini come Tiziana Frescobaldi e Jacopo Biondi Santi, che lo hanno molto invidiato agli americani.

Il fatto e' che 'Sideways' (letteralmente 'strade secondarie'), costato appena 12 milioni di dollari e diretto dal 42enne Alexander Payne (quello di 'A proposito di Schmitd), e' la prima pellicola che parla di vino in maniera rigorosa e documentata, citando vitigni, annate, etichette. Principalmente vini californiani, dal Syrah Andrew Murray riserva '97 all' Highliner Hitching post, un ottimo pinot nero. Qualche spazio e' riservato ai francesi (primo fra tutti uno Chateau Cheval Blanc del '61, nientemeno che un Bordeaux St Emilion Grand Cru, roba da circa 16.000 euro). Un solo italiano ha l' onore di essere citato: l' eccellente Sassicaia '88, valore di mercato 1.500 Euro.

Le bottiglie citate e molte altre ancora, vengono ampiamente consumate insieme ad occasionali compagne piu' o meno esperte, dai protagonisti del film, due tipi caratterialmente uno l' opposto dell' altro in viaggio per una settimana tra i vigneti della California. Uno solo di loro, Miles, e' il vero intenditore: 'ufficialmente depresso' da circa due anni, cioe' da quando e' stato mollato dalla moglie, nella vita fa l' insegnante, ambirebbe diventare uno scrittore e con le donne e' timido e impacciato. L' altro, Jack, e' un intraprendente attore di secondo piano specializzato in spot pubblicitari; sta per accasarsi con una moglie ricca, ed e' smanioso di conquistare piu' donne possibile in questo suo ultimo viaggio da scapolo.

Insomma, come suggerisce il regista, Miles e' l' uomo-pinot, bisognoso come questo vitigno di infinite cure e attenzioni per dare il meglio di se', mentre Jack e' l' uomo-cabernet: dalla scorza ruvida, alligna dappertutto e non va tanto per il sottile.

Candidato all' Oscar come miglior film, per la regia, la sceneggiatura, l' attore e l' attrice non protagonisti (Thomas Haden Church e Virginia Madsen) 'Sideways' ha, e' il caso di dirlo, un bouquet molto equilibrato nel dosaggio di tristezza e allegria, depressione e euforia. Con qualche scena dolce-amara molto efficace, come quella in cui il povero Miles (lo scrittore fallito interpretato dall' attore Paul Giamatti) si scola una bottiglia di Chateau Cheval Blanc (il francese da 16.000 euro). Lo fa di nascosto, al colmo della disperazione, mangiando hamburger in un fast food quando viene a sapere che la sua ex moglie aspetta dal nuovo marito il figlio che a lui non ha mai dato.

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