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Vinitaly: per il lunch ci si accomoda in vigneto. Scoppia la febbre della ristorazione tra l ecantine italiane ... L' ultima tendenza del mangiar fuori? Prenotare direttamente in cantina. Sono sempre più numerosi gli imprenditori vitivinicoli italiani che si sono lasciati contagiare dalla 'febbre della ristorazione'. L'idea è chiara: la ristorazione interna è uno dei canali privilegiati per la promozione del vino e del territorio in cui nasce. C'é chi ha puntato sulla gastronomia di territorio e chi sul grande nome di grido, chi ha privilegiato un' idea di ristorazione più vicina ai modelli di offerta turistica e chi una formula di nicchia, rispettosa del territorio e portatrice di inedite sorprese. Così fioriscono le novità e si consolidano le realtà già esistenti: si può parlare di vero e proprio 'paradiso del gourmet' per il progetto toscano L' Andana-Tenuta La Badiola a Castiglione della Pescaia (Grosseto), una tenuta vitivinicola che, oltre ad un moderno resort, ospita la grande cucina di un ristorante gourmand, con ai fornelli lo chef francese Alain Ducasse. Il progetto è animato dal gruppo Wiish (Wine Investment International Service Holding), capitanato da Martino De Rosa e da 'Terra Moretti' di Vittorio Moretti (proprietario di Bellavista e Contadi Castaldi in Franciacorta e Petra in Toscana). Ma ad animare il fenomeno ci sono altri grandi nomi dell' enologia italiana, che hanno voluto allargare la loro offerta guardando con particolare attenzione alla ristorazione aziendale. Da Antinori, griffe italiana tra le più famose al mondo, che annovera l' Osteria di Passignano (nella Badia a Passignano, la tenuta dove sorge il vigneto Tignanello), le Cantinette Antinori, una vera e propria piccola catena di ristorazione presente a Firenze, Vienna, Zurigo e recentemente a Mosca, e il ristorante Peppoli a Pebble Beach in California. Scelta ancorata al territorio quella di Castello Banfi, la più grande realtà produttiva di Montalcino, che possiede due ristoranti nei propri tenimenti: il raffinato Ristorante Castello Banfi e la Taverna Banfi. Ai fornelli lo chef Guido Haverkock, proveniente dalla scuola di Heinz Beck de La Pergola di Roma. La tendenza, però, sta interessando tutta l' Italia enoica: anche al Sud esperienze di questo genere stanno sviluppandosi con risultati altrettanto lusinghieri. E' il caso di Marennà, il ristorante di Feudi di San Gregorio aperto nel 2004, che si trova proprio sul tetto della cantina e che offre un mirato e affascinante contrasto fra la ricerca gastronomica e la forza della tradizione della terra d' Irpinia. C'é poi l' esperienza della Taverna dei Barbi, aperta dai primi anni '60 nell' area di Montalcino, forse il più antico esempio di ristorazione in azienda. Tra le novità più interessanti di questa corsa al ristorante in azienda c'é poi da segnalare il progetto di Venica & Venica, che dal 30 aprile ospiterà nella propria vineria a Dolegna del Collio il Ristorante di Arnold Pucher, chef austriaco dell' Hotel Wulfenia di Nassfeld.

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