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Vendemmia 2005 - Esperti: buona, ma a macchia di leopardo ... A raccolto quasi ultimato, la qualità della vendemmia 2005 è buona, sebbene distribuita a 'macchia di leopardo' lungo la penisola e le isole. A decretarlo alcuni degli enologi più importanti del panorama nazionale le cui impressioni sono state raccolte da 'WineNews'. "La situazione è molto differenziata - sottolinea Riccardo Cotarella - in Piemonte, per esempio, dove le piogge hanno creato meno problemi, i Nebbioli sono molto belli. Mentre fra i Sangiovesi, ce ne sono alcuni che sono andati benissimo, altri, invece, molto male. Il 2005 non è certo l'annata del secolo, ma potrà comunque consegnarci qualche ottimo prodotto. Tutto dipende dalla gestione dei vigneti da parte dei produttori. E' una vendemmia in cui, in misura superiore ad altre - conclude - vale molto di più il lavoro delle aziende che la zona dove operano". Per Franco Giacosa, alla guida tecnica delle tenute della famiglia Zonin, la vendemmia di quest'anno "é veramente molto buona in Sicilia: la pioggia è stata abbondante, ma ben distribuita, proprio quando ci voleva e i vigneti hanno sofferto soltanto un moderato stress idrico". Segnali positiva anche dalla Puglia specialmente per i vitigni precoci, come il Merlot e il Fiano. "Siamo fiduciosi - dice - per la raccolta del Negroamaro e dell'Aglianico, ancora leggermente in ritardo, mentre un po' meno bene è andata per il Primitivo, dal grado zuccherino un po' al di sotto dei suoi soliti standard". Molto bene nell'Oltrepo pavese e in Friuli. Situazione un po' più problematica in Toscana. "A Castello d'Albola - rileva Giacosa - non abbiamo cominciato a vendemmiare per dare tempo al Sangiovese di completare la maturazione". Ezio Rivella, è moderatamente soddisfatto della vendemmia 2005. "Meglio le uve prodotte in Maremma - spiega - di quelle prodotte nel Chianti Classico, che mi sembra sia la zona che ha qualche problema in più. A Montalcino, ci sono buoni prodotti, ma poteva essere una vendemmia molto migliore, almeno guardando alle premesse. Globalmente - aggiunge - sarà una vendemmia non eccezionale, ma buona, leggermente inferiore qualitativamente a quella del 2004". Secondo Carlo Ferrini "il 2005 sarà un'annata che premierà soprattutto le aziende dove si è lavorato bene nel vigneto e che possono contare su terreni profondi e ben drenanti".

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