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PAROLA AL CALICE

Anteprime di Toscana, è l’ora della Vernaccia di San Gimignano, con l’annata 2018 e Riserva 2017

I migliori assaggi di WineNews nell’enclave bianchista della Regione, con i vini che nascono all’ombra delle torri della “Manhattan del Medioevo”

L’unico capitolo bianchista, nella maratona delle Anteprime della Toscana, è scritto dalla Vernaccia di San Gimignano, la sola Docg di vini bianchi della Regione, dal percorso storico lungo e significativo. Con una fama antica, già lodata dai versi di Dante, o da Sante Lancerio, bottigliere di Papa Paolo III Farnese, dal Vasari e da Michelangelo Buonarroti, tra gli altri, oggi incarna perfettamente il concetto di “glocal”, con il 60% della produzione che finisce nel mondo, mentre 1 bottiglia su 5 viene stappata sotto le torri della “Manhattan del Medioevo”. E che oggi ha chiamato a raccolta la stampa enoica del mondo per la sua anteprima, nell’evento firmato dal Consorzio del Vino Vernaccia di San Gimignano. Sotto i riflettori, e nel calice, l’annata 2018 e la Riserva 2017.
L’annata 2018, che in Toscana ha prodotto vini rossi, in alcuni casi, in debito di struttura e con qualche cenno di squilibrio nelle maturazioni e conseguente riverbero non sempre felice per i vini, ha invece portato a San Gimignano, in generale, Vernaccia di buona personalità e, soprattutto, di freschezza e di beva golosa. L’annata, infatti, ha avuto una tendenziale progressione senza caldi eccessivi e il vitigno della città delle torri ha potuto giovarsi di queste condizioni, contando anche su una vendemmia sostanzialmente regolare e con un’adeguata maturità raggiunta senza dover per forza, come nel caso dei rossi toscani, attendere fino ad ottobre inoltrato (con tutti i rischi del caso).
Ma veniamo al bicchiere. Convincente la Vernaccia di San Gimignano Isola Bianca 2018 di Teruzzi (Gruppo Terra Moretti), dal profilo aromatico che incrocia fiori e frutti bianchi ad anticipare una bocca reattiva e tendenzialmente scattante. Ben riuscita anche la versione 2018 della Vernaccia de La Lastra, dai profumi rocciosi e fragranti che trova in una progressione gustativa solida e di grande sapidità il suo punto di forza. Affidabile, come di consueto, il sorso della Vernaccia di San Gimignano Selvabianca 2018 de Il Colombaio di Santa Chiara, dai profumi netti e dal gusto invitante. Sottile ma dal sorso continuo e dagli aromi ben centrati la Vernaccia di San Gimignano 2018 del Castello di Montauto (Famiglia Cecchi), mentre si conferma un vero e proprio punto di riferimento la Tradizionale 2018 di Montenidoli, in quest’ultima versione particolarmente profumata e dalla progressione gustativa ritmata e quasi tannica. Croccante al sorso e dal naso ben definito la Vernaccia di San Gimignano Hydra 2018 de Il Palagione.
Altra musica per le Riserva e le Selezioni 2017. Annata calda, non particolarmente favorevole per i vini bianchi, con una connotazione aromatica più intensa e dolce e una progressione gustativa più polposa che fragrante. Tra i nostri migliori assaggi, dai tratti eterei il naso della Vernaccia Clamys 2017 di Cesani che trova al palato il suo punto di forza con buona ampiezza e finale in crescendo. Invitanti contrasti dolce-acidi nel sorso della Vernaccia di San Gimignano Rialto 2017 di Cappella Sant’Andrea, dai profumi caldi ed intensi. Dolce ed accattivante la Vernaccia di San Gimignano Vigna Santa Margherita 2017 di Panizzi, mentre è piena e polposa la Vernaccia di San Gimignano La Ginestra Riserva 2017 di Signano.

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