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Avvenire

Innovazione e memoria nel nuovo Ferraci Riserva … Un vino che è, insieme, testimonianza di storia e di futuro. Un vino che non è solo un “prodotto” (seppur eccellente), ma una conferma e una novità insieme. Bollicine che indicano quanto possono valere l’agroalimentare e la vitivinicoltura in particolare. Anche, ma non solo, in termini economici. È tutto questo il millesimato Ferrari Riserva Bruno Lunelli 2006 che Ferrari Trento presenta in questi giorni a segnare i cent’anni dalla nascita del fondatore dell’azienda che nel 2021 ha raggiunto 95,7 milioni di euro di giro d’affari, con 6,8 di bottiglie vendute in tutto il mondo e che prevede per quest’anno una crescita significativa della sua presenza nei mercati. Testimonianza, si diceva, di quello che è stato ma anche di ciò che si può fare oggi e in futuro con un vino. Ferrari Riserva Bruno Lunelli - che nasce a 11 anni di distanza dal primo millesimo -, è il risultato, viene spiegato in azienda, dal miglior Chardonnay 2006 e da sedici annidi affina mento che hanno dato un risultato eccellente al quale si aggiunge anche altro. L’innovazione di questa etichetta, prodotta in soli 6891 esemplari numerati, si ritrova in una bottiglia dal fondo convesso (che per questo può essere solo “cestellinata”) e in un certificato Nft (Non-Fungible Token), di autenticità digitale che attesta l’unicità di ogni bottiglia grazie alla tecnologia blockchain. All’interno di ogni confezione è contenuta una card con QR code grazie al quale è possibile scaricare il proprio Nft. Storia e futuro, quindi, riuniti in bottiglia che fanno dire a Matteo Lunelli, presidente e amministratore di Ferrari Trento, quanto il Riserva Bruno Lunelli sia da un lato “una provocazione” perché, per esempio, ogni bottiglia può essere “movimentata solo a mano in ogni fase della sua creazione» e, dall’altro, “una innovazione” per le tecnologie digitali che l’accompagnano.

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