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Borsa&finanza

Brindano i fondi con le bollicine ... Performance interessanti per i basket sui vini Grazie all’ingresso degli istituzionali britannici… Tra le classi d’attività alternative i grandi vini si stanno ritagliando uno spazio sempre più ampio. Secondo Mahesh Kumar, autore di un manuale d’investimento di grande successo sul tema (Wine Investment for Portfolio Diversification, ndr) nel periodo 1982-2003 un basket di 50 vini pregiati si sarebbe apprezzato del 12% l’anno, con una correlazione modesta nei confronti delle Borse. L’indice elaborato da Robin Duthy costituito da 25 Bordeaux avrebbe invece realizzato dal 1950 al 1985 una performance media del 15,2 per cento. La possibilità concessa un anno fa ai fondi pensione britannici di investire nel settore ha segnato una tappa decisiva nell’evoluzione del mercato.
L’ingresso degli istituzionali ha aumentato la liquidità e mandato in fibrillazione i prezzi. Nel 2006 le contrattazioni sul London International Vintners Exchange si sono impennate di 2,5 volte rispetto all’anno precedente e nel primo trimestre 2007 il turnover è aumentato del 59 per cento. Il benchmark Liv-ex 100 continua a ritoccare i massimi storici: la performance a 12 mesi indica un guadagno del 57,2% con una crescita del 21,1% da inizio anno. Mark Golodetz, presidente di Sleepy Hollow Wine Company, ritiene che dopo tanto correre sia giunta l’ora di una correzione. Sinora, però, il mercato dei grandi vini ha tenuto bene anche durante delle correzioni di Borsa: a febbraio, ad esempio, si è apprezzato del 2,9 per cento. A Londra ci sono diversi fondi dedicati a questa nicchia. The Fine Wine Fund (www.thewinefund.com) è partito nell’agosto del 2006.
Gestito da Wine Asset Managers e domiciliato nel Regno Unito, può essere sottoscritto una volta al mese a partire da un minimo di 50mila sterline (circa 70mila euro). I riscatti, invece, avvengono su base trimestrale e le commissioni sono in linea con la media degli hedge (2% di management e 15% di incentivo). Il fondo ha realizzato ad aprile il miglior risultato della sua storia (+7,3%) e nei pochi mesi di vita ha guadagnato il 22 per cento. I gestori ritengono che il lancio di nuovi prodotti e il crescente interesse proveniente da Russia e Far East fornirà nuovi stimoli rialzisti nella seconda parte dell’anno. Secondo William Back, partner della società (ed ex analista di SG Securities e PricewaterhouseCoopers), occorre selezionare con attenzione gli investimenti: “Il valore di un Chàteau Ausone del 2003 è triplicato negli ultimi 18 mesi, ma resta a sconto rispetto al Petrus della stessa annata. Eppure quest’ultimo ha un palo di punti Parker in meno rispetto al primo e viene prodotto in quantità superiori”. Secondo gli esperti, il punteggio assegnato dal famoso critico statunitense Robert Parker ha un impatto spropositato sulle valutazioni: un vino con 99-100 punti può valere sino a due volte il prezzo di un 97-98 e così via.
 Il Wine Investment Fund (www.wineinvestmentfund.com), dal canto suo, investe soprattutto in Bordeaux Cru Classé. In meno di cinque anni sono state collocate otto tranche del fondo, ciascuna con una durata di cinque anni. La prima, datata agosto 2003, alla fine di aprile contava su una performance cumulata del 107,2 per cento. Secondo l’advisor Peter Lunzer, i prezzi dei vini salgono a gradini: “Una volta raggiunto un determinato plateau, consolidano fino a quando la scarsità dell’offerta o la forza della domanda li ‘spingono di nuovo in alto. I vini pregiati possono però anche perdere valore. Le quotazioni del Bordeaux La Mondotte del 2000, fino a qualche anno fa oggetto di culto, sono crollate del 37% in un palo d’anni. I prezzi più vulnerabili restano comunque quelli dei vini privi di un track record, come i cabernet della California e gli shirazes australiani”.

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