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Continua a crescere il mercato globale del biologico: vale 145 miliardi di euro nel 2024

Rapporto Bio Bank 2025: il mercato italiano vale 10,4 miliardi di euro, e l’Italia è leader nell’export con un giro d’affari di 3,9 miliardi di euro
AGRICOLTURA BIOLOGICA, BIOBANK, BIODINAMICO, BIOLOGICO, Europa, ITALIA, Non Solo Vino
Italia leader in Europa e nel mondo nel comparto del biologico

Il mercato bio globale ha raggiunto 145 miliardi di euro nel 2024 (+6% sul 2023) e l’Italia si conferma uno dei Paesi trainanti: il mercato biologico tricolore vale 10,4 miliardi di euro nel 2024 (+6% sul 2023). Su 41 Paesi europei lo Stivale si conferma al primo posto per numero di produttori agricoli bio (87.000) e per numero di aziende di trasformazione (24.000, più di 1 su 4 del totale europeo di 93.000), davanti a Germania (22.000) e Francia (20.000). Siamo in prima posizione nell’export con un giro d’affari di 3,9 miliardi di euro, terzi per le superfici agricole con 2,5 milioni di ettari e nelle vendite nel canale retail, pari a 5,2 miliardi di euro (dove il biologico cresce del 6% a valore, contro l’1,5% dell’alimentare nel suo complesso, con l’inflazione all’1%), sesti per la quota bio sulla Sau totale, pari al 20%, e tra i primi 3 Paesi europei per l’agricoltura biodinamica per numero di operatori certificati e superfici coltivate, dopo Germania e Francia. In questo comparto l’Italia si distingue anche per una forte vocazione in materia di esportazioni, particolarmente elevata in diverse filiere come le lavorazioni a base di frutta (98%), orticole, mele, uva da tavola e trasformati (87%), olio extravergine di oliva (77%) e vino biodinamico (68%). È il quadro disegnato dal Rapporto Bio Bank 2025, edizione n. 18 presentata, nei giorni scorsi, e che conferma come il biologico continui a crescere anche nella policrisi globale segnata da post-pandemia, crisi geopolitiche e inflazione.
Nello Stivale, in generale, sono 3.200 le attività bio censite nel 2024 (-2,8% sul 2023), che evidenziano una riconfigurazione interna del sistema: negozi -3,2%, ristoranti -2,7%, profumerie -1,7%, ed e-commerce di cosmesi -1,4%. Stabili gli e-commerce di alimenti (+0,5%). Calo significativo, invece, per le aziende di cosmesi e detergenza (-8,2%), dove - spiega il report - avanza il fenomeno della desertificazione per l’assenza di una normativa europea, l’eccesso di burocrazia e costi, oltre alla pressione del greenwashing. Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto si confermano regioni leader per numero assoluto di attività bio, mentre Trentino-Alto Adige, Marche ed Emilia-Romagna restano in cima per densità (numero di attività per milione di abitanti) con l’Emilia-Romagna, di nuovo, che è l’unica presente in entrambe le classifiche, confermando il ruolo della Food Valley italiana anche nel biologico. Mentre sono 4.800 nel 2024 le aziende in Italia che applicano il metodo biodinamico, secondo l’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica: quelle che hanno aderito al sistema di certificazione Demeter sono passate dalle 361 del 2014 alle 668 del 2024 (+85%), pari al 14% del totale.
Il 64% delle vendite bio in Italia passa dalla Grande Distribuzione e il 20% attraverso 1.000 negozi specializzati. In Germania, primo mercato europeo per vendite bio, nel 2024 il 65% delle vendite passa dalla Gdo, contro il 22% dei 2.000 negozi bio, mentre in Francia, pioniera nello sviluppo delle catene bio, le vendite bio in Gdo sono al 48%, contro il 29% dei 2.700 negozi bio. Le vendite nel canale retail sono salite, come detto, a 5,2 miliardi di euro nel 2024 (+6% sul 2023), mentre le vendite alimentari aumentano complessivamente dell’1,5% a valore, con l’inflazione all’1%, e calano dell’1% a volume. Negli ultimi 5 anni sono cresciute del 20%, ma al netto dell’inflazione cumulata del 17%, la crescita reale è solo del 3%. Negli ultimi 10 anni sono più che raddoppiate, arrivando a un +112% (+91% al netto dell’inflazione cumulata).
Più moderata la crescita dei consumi fuori casa, arrivati a 1,3 miliardi di euro: (+5% sul 2023, +323% sul 2014). Anche se il numero di ristoranti bio è in calo da 7 anni consecutivi, cresce l’utilizzo di prodotti bio in bar e ristoranti non bio e nella ristorazione scolastica. Come riporta un’indagine Ismea del 2022, la metà dei bar e due terzi dei ristoranti acquistano prodotti bio per qualificare l’offerta e proporre alternative salutiste, intercettando nuove esigenze.
Si confermano stabili, infine, le superfici coltivate a biologico: 99 milioni di ettari a livello mondiale e 19,6 milioni in Europa, concentrati soprattutto nell’Unione Europea (18,1 milioni di ettari), dove il bio rappresenta l’11% della Sau totale (l’Italia è al 20%, mentre Spagna e Germania si attestano entrambe al 12% e la Francia al 9%). Sia in Europa (41 Paesi) sia nell’Unione Europea (27 Paesi), le vendite crescono del 6-7%, più delle superfici (2%), evidenziando, spiega l’indagine, un disallineamento tra domanda e produzione.

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