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Corriere della Sera

La coppia (del vino) da record … Francesca Moretti e Massimo Tuzzi, presidente e ad della divisione vinicola di Terra Moretti, chiudono l’anno con un più 21 per cento rispetto al 2019 Nel 2022? “Investimenti green, agricoltura di precisione e nuove bottiglie”… “Ho chiesto io a mio padre Vittorio un aiuto esterno: sono un’enologa, e dopo quattro anni da amministratore delegato mi sono trovata a capo di un’azienda medio-grande senza essere preparata per un ruolo di gestione di quella portata. Un’esperienza per me molto importante e utile, ma da un certo punto in poi è come guidare in Formula 1 senza essere un pilota di Formula 1: devi avere l’umiltà di ammetterlo”. Francesca Moretti, 47 anni, lo chiama “un passo di lato”: nel settembre 2020 ha lasciato il ruolo di ad di Terra Moretti Vino (sei tenute in tre regioni: Bellavista e Contadi Castaldi in Franciacorta, Sella&Mosca in Sardegna, Petra, Teruzzi e Acquagiusta in Toscana) a Massimo Tuzzi, 48 anni, ex Zonin1821, venendo nello stesso momento nominata presidente dal padre Vittorio. Insomma, un passaggio generazionale abbinato a una nuova gestione manageriale. Com’è andata? “Così bene che, un mese fa, mio padre, patron della Holding, ha nominato Tuzzi ad dell’intero gruppo”, spiega Francesca Moretti. Quindi anché delle divisioni Costruzioni e Hospitality, con le sorelle Valentina e Carmen nel ruolo di presidenti (Carmen ora è anche vicepresidente della Holding). Un equilibrio delicato: “In un’azienda di famiglia o la proprietà è intimamente convinta di lasciare alcune deleghe oppure non c’è alcuna forzatura possibile — spiega Tuzzi —. Con i Moretti c’è stata subito intesa: io ho cercato di fare mia la loro visione, loro si sono fidati. Ma tutte le decisioni sono condivise”. Questa affinità si traduce in un numero: 78,5 milioni di euro di ricavi consolidati nel 2021 per la divisione Vino, più 21 per cento rispetto al 2019. “Abbiamo superato ogni aspettativa. Come? Costruendo una squadra motivata, investendo sulla formazione, dando responsabilità ai giovani, nominando un direttore per ciascuna tenuta, snellendo i processi. Le vendite hanno seguito questa riorganizzazione e sono aumentate in tutti i comparti — prosegue Tuzzi —. Ciò significa che la crescita è stata trasversale e solida”. E nel 2022? “Il focus — risponde Moretti — sarà la natura. Stiamo investendo in agricoltura di precisione, dai trattori robotizzati ai trattamenti con i droni fino al satellite che mappa il vigneto. Ci appoggiamo al professor Attilio Scienza e a Marco Simonit per un approccio all’insegna dell’enologia leggera: lavorare bene nel campo per toccare il meno possibile l’uva in cantina. In Sardegna abbiamo piantato 3-5 ettari di vitigni resistenti”. Poi è previsto un importante ampliamento all’Andana, in Toscana. E investimenti verdi: “Un milione — conclude Tuzzi —per impianti eolici e fotovoltaici che potenzino l’autoproduzione”. In aprile uno stand rinnovato al Vinitaly e dei nuovi vini da lanciare. Insieme, naturalmente.

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