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Corriere della Sera

I francesi del gruppo Epi sbarcano nel Chianti classico … La compagnia del lusso dopo Biondi santi acquista anche Isole e Olena… Un’altra conquista francese nel mondo del vino italiano. Dopo aver acquistato Biondi Santi, la culla del Brunello di Montalcino, il gruppo del lusso Epi ha aggiunto Isole e Olena, portabandiera del Chianti Classico. Ieri pomeriggio, nello studio legale milanese Lca, da un lato del tavolo c’erano il presidente di Epi, Christofer Descours, il ceo della divisione wine Damien Lafaurie e Giampiero Bertolini, ceo di Biondi Santi e ora di Isole e Olena. Dall’altro capo c’era Paolo De Marchi, l’avvocato piemontese che ha fondato la cantina di San Donato in Poggio, creando da 56 ettari di vigneto uno dei primi Supertuscan, il Cepparello. Epi gestisce un impero di marchi, dagli champagne Piper-Heidsieck e Charles Heidsieck alla moda e alle calzature con Bonpoint e J.M. Weston. La famiglia che possiede Epi è una delle più facoltose di Francia. “Perché puntiamo sull’Italia? Non è strano - spiega Lafaurie - cerchiamo brand di alta qualità che possano essere valorizzati. Biondi Santi lo è (il bilancio dal 2017 ad oggi è molto positivo) e anche Isole e Olena. Non ci fermeremo, l’ambizione è di avere un insieme di marchi splendidi nel settore dei vini. È solo una coincidenza che entrambi gli affari siano stati conclusi in Toscana». Una conferma del momento magico per il Chianti Classico, merito anche della rivoluzione delle Uga, le Unità geografiche aggiuntive, che hanno valorizzato 11 zone. La trattativa è stata lunga perché un altro investitore straniero aveva messo nel mirino la cantina di De Marchi. “Vogliamo che le nostre aziende toscane restino tali al 120% - annuncia Descours -. Ci siamo riusciti con Biondi Santi e lo faremo di nuovo, De Marchi rimarrà con noi per un periodo, abbiamo una grande stima per il suo lavoro. L’idea è di mantenere profonde radici e al tempo stesso garantire una crescita graduale con il fantastico team su cui possiamo contare”. Resta segreta la cifra dell’assegno firmato ieri: “È certo inferiore a quella pagata per Biondi Santi, ma quando si firma la cifra sembra sempre importante”, dice sorridendo Descours. Il vignaiolo De Marchi, che a 70 anni ha deciso di trovare un partner per continuare il percorso iniziato nel 1956, è soddisfatto: “Dopo aver dedicato gran parte della mia vita a Isole e Olena, sono contento di vedere la tenuta nelle mani di un gruppo che condivide i valori a cui sono molto legato”. Descours è convinto che “la rivoluzione del Chianti classico porterà nuovo valore a questo vino”. È l’intero comparto dei vini premium a vivere una fase positiva. “Il trend è chiaro - spiega Lafaurie - si beve meno ma sempre meglio, mentre aumentano l’educazione e la conoscenza dei vini che fanno aumentare l’interesse per i vini premium e super premium. È una tendenza che continuerà nei prossimi anni, siamo pronti a cogliere le opportunità che si presenteranno sul mercato”. I francesi di Epi pensano che i vini italiani abbiano margini di miglioramento maggiori rispetto ai francesi: “Ad esempio in Cina - dice Lafaurie - i vini italiani hanno solo scalfito il mercato, c’è molto da fare ancora”. L’uomo che ha rilanciato Biondi Santi, Bertolini, è pronto a scommettere sulla nuova tenuta: “Le due cantine condividono molti valori, primo fra tutti una lunga dedizione al Sangiovese e alle rispettive denominazioni. Entrambe le tenute hanno una storia rinomata e una propensione alla viticoltura pionieristica”. Due anni fa Epi aveva investito anche negli Stati Uniti, acquisendo la maggioranza di Folio Fine Wine Partners, storico marchio della distribuzione di vini della famiglia Mondavi che ha nel proprio portafoglio grandi etichette italiane: Bruno Giacosa, Barone Ricasoli, Donnafugata, Villa Sandi.

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