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Corriere della Sera

La terra dei grandi vini … Bolgheri, Napa Valley, Bordeaux, Alto Adige : cosa accomuna questi vigneti? Un’argilla finora sconosciuta… C’è un filo rosso che lega i terroir da cui nascono i vini più pregiati del mondo, come Borgogna, Bolgheri, Napa Valley, Bordeaux ed alcuni terreni dell’Alto Adige. Si tratta di un particolare minerale di natura argillosa che rende il suolo particolarmente fertile e predisposto alla coltivazione di vitigni di alta qualità. Il minerale è stato identificato per la prima volta grazie a una recente scoperta scientifica che porta la firma di Carlo Ferretti, ricercatore, geologo nonché fondatore della società di consulenza vitivinicola Geo ldentity Research di Bolzano e che, in prospettiva, potrebbe avere concrete ricadute sui processi di miglioramento delle produzioni vitivinicole mondiali. “ll minerale scoperto grazie alla mia ricerca — spiega Ferretti — è un elemento fondamentale che aiuta Io sviluppo eco-fisiologico della vite e favorisce la qualità delle sue uve. Il fatto che sia presente in alcuni vigneti dell’Alto Adige, come in altre zone rinomate del mondo, consentirà ai produttori di investire strategicamente sui vigneti migliori e di produrre ottimo vino”. Dal punto di vista pratico, Ferretti — coadiuvato da Giuseppe Cruciani del dipartimento di Fisica e scienze della Terra dell’Università di Ferrara — ha viaggiato fra Italia, Francia, California e Sudamerica e ha analizzato 50 campioni di terreno prelevandoli dai più famosi vigneti del mondo: il risultato è stata la creazione di un database preciso e comparabile di tutti i componenti minerali del suolo, in altre parole una specie di biblioteca dei migliori terroir internazionali a spiccata vocazione vitivinicola. Il che ha poi permesso di distinguere e misurare appunto un tipo specifico di argilla, i cosiddetti mixed-layer clays (fasi intermedie cristalline tra argille come illite e smectite), minerali molto piccoli e difficili da rilevare che in diversi vigneti rappresentano l’elemento più caratteristico del suolo. “Sono un elemento che accomuna alcuni vigneti molto rinomati come ad esempio Bolgheri, Borgogna, Napa Valley, Bordeaux e Alto Adige — prosegue lo studioso — e si sono rivelati di grande importanza per la fertilità del suolo in una componente che arriva al 50% della sostanza organica. Non solo, grazie a questo minerale il suolo è più predisposto a trattenere l’umidità: tutto questo si traduce in una maggiore sostenibilità ecologica della vigna e in una più favorevole predisposizione all’agricoltura biologica”. Lo studio, tuttavia, non si limita a fotografare lo status quo dei vigneti top di gamma ma ha anche una pars construens: se infatti il terroir è largamente influenzato dal suolo, per cui la conoscenza precisa delle sue caratteristiche mineralogiche e delle sue funzioni è indispensabile per la gestione della qualità e la produttività del vigneto, queste informazioni potranno essere utilizzate per realizzare la nuova geografia vitivinicola in risposta ai processi di cambiamento climatico.

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