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Corriere della Sera

Il Festival delle bollicine. La sfida di Trento … Dal 7 al 9 ottobre Trentodoc e “Corriere” insieme per una festa di gusto e cultura. Brindisi, talk e musica nei luoghi più belli… Mille e centocinquanta ettari custoditi da 64 soci, tra cantine, vignaioli e aziende vinicole. Sono i numeri dell’istituto Trentodoc, la garanzia dello spumante trentino, il più premiato d’Italia. Ma dietro le bollicine (frutto di una lavorazione dei vitigni Chardonnay, Pinot nero, Pinot Bianco e Meunier) ci sono anche tantissime storie da raccontare. E la prima edizione di Trentodoc Festival (www.trentodocfestival.it), a Trento e dintorni dal 7 al 9 ottobre prossimi, servira a far comprendere, tra incontri enogastronomici, degustazioni e talk con ospiti dello spettacolo e della cultura (tutti prenotabili dall’app Trentodoc) quanto lo spumante sia metafora perfetta della vita. “In spumante veritas?”, assolutamente sì. Basti pensare che cosa rappresentano il potenziale italiano, l’ecommerce e il connubio vincente tra montagna, sostenibilità e bollicine descritti nei “Wine Talks”, curati da Luciano Ferraro, vicedirettore del Corriere della Sera, e direttore artistico del festival (il Corriere è partner della tre giorni di bollicine). E il tocco del quotidiano, spumeggiante quanto basta, ci sarà tutto nella capacità di impaginare (riferendoci a “Cooking Tales”, a cura della redazione Cook del Corriere, con Angela Frenda e Alessandra Dal Monte), storie di chef e carta dei vini, cucina sensoriale, d’altitudine e nei luoghi dell’arte. Inoltre, colti con un calice di millesimato in mano, incontreremo, tra gli altri, la cantante Malika Ayane, il comico Enrico Bertolino e la scrittrice Jhumpa Lahiri, protagonisti delle “Sparlding Stories”, condotte da Alessandro Cannavò e Roberta Scorranese, della redazione Eventi Culturali. Un racconto nel racconto sono i luoghi del festival, così come i borghi e le cantine. A proposito, “Trentodoc in cantina” è l’occasione per conoscere case spumantistiche (spaziando dall’aperitivo in vigna con il produttore alle degustazioni tecniche di nuove annate a momenti musicali e gastronomici fino alle serate dj set) e territorio; magari, recandosi ià bicicletta tra ulivi e frutteti, costeggiando i fiumi Adige e Sarca, fino alla Piana Rotaliana. E se i vignaioli apriranno le loro cantine, Trento darà un tocco di mandata ai suoi palazzi più rappresentativi. In occasione del festival, in-fatti, luoghi di solito mai aperti al pubblico, ospiteranno le sezioni della tre giorni: dal chiostro duecentesco degli Agostiniani (per le “Sparkling Stories”) al cinquecentesco Palazzo Roccabruna (“Wine Talks”), passando per la Loggia del Romanino, una delle sedi dei “Cooking Tales”. “Tra più di 70 eventi e 6o ospiti, è la proposta della nostra eccellenza internazionale, le bollicine trentine, a sintetizzare il senso di questa iniziativa”, ricorda Maurizio Rossini, amministratore delegato di Trentino Marketing, sottolineando tutto il bello di una storia nata quasi in silenzio, nei segreti delle cantine, e che ha portato, poco meno di 30 anni fa, ad un primo grande traguardo: “La prima edizione del festival è tappa significativa di un percorso iniziato nel 1993, con il riconoscimento della Trento Doc”, osserva Enrico Zanoni, presidente dell’istituto Trentodoc. Da quelle parti sanno benissimo che, per apprezzare una eccellenza enologica, c’è bisogno sia degli operatori del settore, sia del pubblico, sicuramente pronti il prossimo weekend a domandare piccole ma importanti curiosità ai sommelier presenti nel corso delle dodici degustazioni (al costo di io euro l’una, a Palazzo Bortolazzi e a Palazzo Ocse): se il gusto del Trentodoc si esalta maggiormente conservato nella bottiglia Magnum, oppure quali sono le peculiarità date alle bollicine dai vitigni di alta quota. Infine, non c’è Trento senza una visita al suo Castello del Buonconsiglio: anche qui, bollicine e abbinamenti gastronomici fino a mezzanotte. Più spumante da fiaba di così.

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