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Corriere della Sera

Le bollicine di montagna e la sostenibilità … Dalle sfide dello spumante millesimato al passaggio generazionale in cantina. Oggi ultimo giorno di Trentodoc festival… Non è mancata una riflessione sulle conseguenze della pandemia e della guerra in craina sul settore vitivinicolo al Trentodoc festival, la tre giorni, che si conclude oggi, organizzata dall’omonimo istituto che raccoglie 64 cantine trentine produttrici dello spumante dalle caratteristiche bollicine di montagna. Un festival, alla sua prima edizione, che ha l’obiettivo di mostrare il Trentodoc in tutte sue sfaccettature, contaminandosi con il mondo della cultura, dall’arte alla letteratura e che è stato promosso grazie alla collaborazione della Provincia Autonomia di Trento, di Trentino Marketing e del Corriere della Sera. A palazzo Roccabruna si è discusso di filiera. Enrico Zanoni, presidente dell’Istituto Trento Doc, ha affermato che “i dati sono ancora positivi ma c’è preoccupazione per i prossimi mesi, specialmente per dicembre, che rappresenta il 18-2o% del nostro fatturato” (nel 2021 è stato di 150 milioni di euro, ndr). “L’aumento dei costi dell’energia e delle materie prime — ha proseguito — ha inciso in maniera rilevante sul prezzo del prodotto. Ma non possiamo neanche far ricadere questa situazione sul consumatore, pena un andamento recessivo. Dovremo rinunciare tutti a qualcosa ma ce la faremo perché il mondo contadino, che ha lavorato nel corso degli anni con lungimiranza e costanza, è solido”. “Abbiamo messo in campo provvedimenti che favoriscono l’accesso alle fonti energetiche rinnovabili, in primis fotovoltaico e bio-masse — ha aggiunto Giulia Zanotelli, assessora all’agricoltura della Provincia Autonoma di Trento. Il nostro sistema è unito e può fare la differenza. Certo, anche l’Ue deve fare la sua parte”. Per Maurizio Danese, ad di Veronafiere, “senza dimenticare il territorio, la situazione attuale porta a pensare che anche il settore fieristico debba indirizzarsi verso qualche forma di aggregazione. Inoltre, dovremo andare in giro per il mondo, già lo stiamo facendo, uniti. E il Trentodoc certo rappresenta un traino, all’insegna della sostenibilità che le è propria e delle caratteristiche di montagna”. La giornata è proseguita tra degustazioni e dibattiti all’insegna del cibo, del vino e della cultura. Sulla “realtà millesimata” è intervenuto, a suo modo, il comico Enrico Bertolino, mentre nella Trento sotterranea del Sass il focus è stato il passaggio generazionale in cantina. Alla Loggia del Romanino dentro il castello del Buonconsiglio, che con altri chiostri e spazi ospita la manifestazione, è andata nel “piatto” la cucina sensoriale, vegetariana, a base di erbe ma anche resine, bacche e radici. Di quanto sia importante la comunicazione nel settore del vino ha parlato Camilla Lunelli, direttrice della comunicazione e delle relazioni esterne del Gruppo Lunelli. “Quando in piena pandemia — ha sottolineato — si è deciso di entrare nel mondo della Formula i (si festeggia la Ferrari sul podio di ogni Gran Premio, ndr) in famiglia eravamo tutti convinti. Negli spazi ospitality del circuito ogni volta girano migliaia delle nostre botti-glie. Immediati i riscontri sui mercati esteri”.

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