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Corriere della Sera

Anesi si regala una nuova cantina: “L’Amarone è il future” … Tre le botti prenotate da Berlusconi, Briatore e Cipriani. E ora punta al Guinness per i brindisi con i Grandi… Nella nuova cantina della famiglia Aneri, sulle botticelle di Amarone compaiono i nomi di chi le ha prenotate: tra gli altri, Flavio Briatore, Silvio Berlusconi (ne ha volute tre, due per i suoi brindisi, una per il Monza calcio), Giuseppe Cipriani, figlio di Arrigo Cipriani dell’Harry’s Bar, da poco sbarcato in via Palestro a Milano, in un palazzo con tavole, suite e spa. Nella penombra, compare sulle doghe di un contenitore da cento litri la scritta Sophia Loren; per i ristoranti con il suo nome a due passi dalla Madonnina e a Firenze. Accanto alle barrique, troneggiano due botti grandi. Al loro interno si affina il rosso della Valpolicella che Giancarlo Aneri riesce a portare sulle tavole dei grandi della Terra. La cantina di San Pietro in Cariano, che sarà inaugurata fra pochi giorni solo con un brindisi in famiglia, è per Aneri una svolta, non solo d’immagine. Dopo aver cavalcato, dal 1997, il successo del Prosecco Docg, puntando anche sul bio, Aneri si è convinto che “il futuro è nei grandi rossi italiani, che hanno un rapporto qualità prezzo superiore ai francesi”. Per questo, ha affiancato alle bollicine venete, Stella, Amarone classico della Valpolicella. Ed ora ha creato “una boutique” per il rosso che piaceva a Emest Hemingway. Dodicimila bottiglie l’anno, dai i6o euro l’una in enoteca. “Dopo un quarto di secolo (l’azienda è nata il 2 novembre del 1997), i miei figli Alessandro e Stella ed io ci siamo fatti un regalo: una cantina di 1.200 metri quadrati in tre piani, il nostro progetto per i prossimi 25 anni”, spiega Aneri. La cantina esisteva già, ma era in disuso, all’interno di una villa. “Ora è all’altezza degli appassionati che verranno a visitarla”, dicono gli Aneri. Veronese come pochi, gran camminatore, gaudente moderato a tavola, nonno felice che dedica ogni nuovo vino a un nipotino, Aneri ora punta al Guinness. “Possiedo una collezione di menù, foto e lettere per dimostrare che tutti i capi di Stato più importanti hanno bevuto il mio Amarone”, assicura brandendo un elenco bipartisan che mette insieme Vladimir Putin e Joe Biden, Boris Johnson e re Carlo, Xi Jinping, Angela Merkel e i molti altri presidenti che hanno cenato al G8 dell’Aquila, all’ultimo G20 di Roma e in occasione della firma della Costituzione europea. L’annata dell’Amarone Stella in commercio è la 2015, ben oltre le regole del disciplinare (due anni dal gennaio successivo alla vendemmia). “L’affinamento lungo impreziosisce lo Stella — dice Aneri — ora abbiamo il posto adatto per far riposare per anni l’Amarone”.

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