02-Planeta_manchette_175x100
Allegrini 2018

Corriere della Sera

Un’impronta sul vulcano, è il Nerello d’alta quota … Il super enologo Carlo Ferrini: “Ho lavorato sempre per gli altri, ora voglio lasciare un segno del mio passaggio”. Nasce così (e subito decolla come vino rivelazione dell’anno) l’Alberelli di Podere Giodo. Dedicato ai genitori... Carlo Ferrini vuole lasciare un segno. L’enologo biondo (ora dai capelli bianchi) con gli occhi azzurri che Wine Enthusiast proclamò dieci anni fa il migliore al mondo, socchiude gli occhi e vede le tante cantine che ha attraversato: Fonterutoli, Poliziano, Casanova di Neri, Masciarelli, Il Pollenza, Tasca d’Almerita e altre ancora. Ha 64 anni, ed è così in forma da permettersi il piccolo lusso di non annotare impegni e appuntamenti, “perché l’agenda è il mio cervello”. “Ho costruito tantissimi vini per chi mi pagava, è arrivato il momento di lasciare spazio a qualcosa di mio, da affidare poi a mia figlia Bianca (nella foto in alto insieme al papà), che di anni ne ha 28”, dice Ferrini. L’enologo toscano è quindi salito sull’Etna, fino alla quota che la Doc non riconosce, 850 metri. Lì ha lasciato la sua impronta: un Nerello Mascalese dedicato al suo passato. L’ha chiamo Alberelli di Giodo. La prima parte del nome indica la forma delle vecchie viti, di 70-80 anni, che ha trovato sul vulcano. La seconda parola è l’acronimo dei nomi dei genitori, Giovanna e Donatello. “Casalinga lei, operaio dei trasporti lui, mi hanno dato tutto”, ricorda. La prima uscita in società dell’Alberelli è avvenuta a Milano, alla presentazione della “Guida essenziale ai vini d’Italia” di Daniele Cernilli, in chiusura della Milano Wine Week (“150 mila presenze, 200 eventi, traguardi insperati, e ora sotto con l’edizione 2019”, gioisce l’ideatore Federico Gordini). Il Nerello di Ferrini, annata 2016, è finito subito in pole position: col voto di 97/100 si è aggiudicato il premio “Esordio vincente”. “Ho solo un ettaro e mezzo di terra lavica, dove si sprofonda nella cenere - racconta Ferrini, che dal 2002 è sbarcato anche a Montalcino (Brunello e un Rosso Igt) -, ho messo assieme diversi piccoli appezzamenti. Non ho ancora una cantina, mi aiuta Michele Faro di Pietradolce. Ho puntato tutto sull’eleganza, l’Alberelli è un vino femminile e intenso”. Seimila le bottiglie, 50 euro il costo. Profuma di fragole e lamponi, è sapido. Ha un passo lungo e deciso come una frase dello scrittore che corre, il giapponese Haruki Murakami: “Ognuno lascia la sua impronta nel luogo che sente appartenergli di più”.

Copyright © 2000/2018


Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit


Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2018

Altri articoli