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Corriere della Sera

Da Pavese a Fenoglio. La poesia delle Langhe tra storia, natura e vini … I mio paese sono quattro baracche e un gran fango, ma lo attraversa lo stradone principale dove giocavo da bambino. Siccome sono ambizioso, volevo girar tutto il mondo e, giunto nei siti più lontani, voltarmi e dire alla presenza di tutti: “Non avete mai sentito nominare quei quattro tetti? Ebbene, io vengo di là””. E “di là”, nelle parole di Cesare Pavese, è Santo Stefano Belbo, prima tappa di questo particolare viaggio nelle Langhe che il Corriere organizza per la fine di ottobre. Sotto “quei quattro tetti”, è un dedalo di enogastronomia, vino, tartufi, storia, letteratura, natura: impossibile da ricondurre a una sola strada. Nei quattro giorni di visita, si vivranno più esperienze insieme, nel periodo migliore per colori e sapori in cui vivere questo luogo magico dell’Italia. Difficile dunque da spiegare una cosa che si deve solo provare: ci si prova per temi, ma è il mix di questi sentimenti che rendono le Langhe un luogo unico. È ovviamente un viaggio enogastronomico: astemi e vegani sono ben accetti, ma per loro sarà dura. Il miglior vino al mondo, ovviamente: Barolo e Barbaresco su tutti; ma anche tartufo, con annessa visita alla fiera internazionale di Alba, ravioli del plin, carne cruda, vitello tonnato, tajarin, e via così, per una full immersion, mai sazia, della cucina e della cultura del cibo piemontese: ciliegine sulla torta la visita a Bra, lì dove Carlin Petrini fondò il movimento Slow Food nel 1986, e alle Cantine sotterranee di Canelli, lunghissime cantine storiche scavate direttamente nel tufo calcareo tra il XVI ed il XIX secolo. È un viaggio attraverso la Storia: non si può che cominciare da uno dei padri fondatori dell’Italia, Camillo Benso conte, di Cavour che qui ha vissuto per oltre vent’anni a Grinzane Cavour, nel castello di famiglia. La strada che da lì si dipana tra le colline è quanto di più suggestivo ci possa essere tra la bruma della nebbia e i colori pastello tipici dell’autunno. È un viaggio attraverso la letteratura. Non c’è solo Cesare Pavese a Santo Stefano Belbo, infatti. C’è anche la visita al Centro studi Fenoglio ad Alba, museo sorto nelle stanze dell’antica Casa e Macelleria Fenoglio, dove l’omonimo scrittore aveva adibito una sala a suo studio personale. Qui si potranno visionare documenti, fotografie e cimeli. Già, Alba. E la capitale delle Langhe, in quei giorni al centro del mondo per via di tartufi e vini. Visiteremo il centro storico e le cinte murarie, certamente. Ma, da non perdere, è l’incontro con gli albesi, coloro che si sono tirati su le maniche e che hanno fatto di questo posto, in alto a sinistra dell’Italia, uno dei luoghi più dinamici e innovatori dell’intero Paese. Un territorio che ha meritato di entrare nel patrimonio dell’Unesco sia per i panorami mozzafiato sia per questi, piemontesi taciturni, ma con la scorza dura.

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