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Corriere della Sera

Il Sangiovese che cresce con le api…Nella tenuta di Podernovo, in Toscana, la famiglia Lunelli ha appena lanciato Solenida, un rosso biologico e “amico della biodiversità”. A certificarlo, le arnie posizionate accanto ai vigneti: “Cartina al tornasole della salubrità del luogo” … Per fare il vino serve tempo. Lo sa bene la famiglia Lunelli, che ha acquisito la tenuta toscana di Podernovo, nell’entroterra pisano a 40 chilometri dalla costa, nel 2000 ma ha aspettato anni per lanciare le prime bottiglie. E per la precisione 20 per arrivare a Solenida, il Sangiovese in purezza che meglio sa raccontare il territorio: “Il nome - spiega Alessandro Lunelli, amministratore delegato delle Tenute (due oltre a Podernovo: Margon in Trentino e Castelbuono in Umbria) - viene da Solenidae, una delle conchiglie fossili che ancora si ritrovano nel suolo. Un tempo qui c’era il mare e ancora oggi la collina, completamente ricoperta di viti e quindi esposta a 360 gradi, è rinfrescata dalla brezza marina. Queste condizioni regalano alle bacche una particolare sapidità”. Merito anche del minuzioso lavoro in vigna: “Le uve di Sangiovese sono state selezionate recuperando le migliori dell’antico vigneto. E, grazie al sistema di viticoltura di precisione Animavitis, riusciamo a vendemmiare separatamente singole parti di uno stesso filare, arrivando in cantina con una materia prima di grande qualità. La tecnologia, poi, incontra la tradizione, visto che Solenida vinifica in parte in acciaio e in parte nelle anfore, metodo antichissimo”. Il risultato, dopo due anni di affinamento in legno e due in bottiglia, è un Costa Toscana Igt intenso e speziato, valutato in anteprima da Wine Advocate con un punteggio di 91-93. Ma c’è un altro aspetto dei vini Lunelli che riguarda tutte le tenute: l’attenzione per la sostenibilità. I sono certificati bio ma anche “Biodiversity friend”, standard privato che valuta come indicatori la qualità di suolo, aria e acqua. “Non possiamo pensare che un vigneto non abbia un impatto sulla natura circostante. Ecco perché usiamo il sistema Animavitis: dicendoci quando vendemmiare ogni grappolo ci fa risparmiare il 90 per cento dei concimi - spiega Marcello Lunelli, cugino di Alessandro e vicepresidente delle Cantine Ferrari, da oltre 13 anni impegnato sul fronte ambientale - . Ed ecco perché come cartina al tornasole della salubrità delle nostre tenute, accanto ai vigneti teniamo delle arnie. Se le api stanno bene significa che il luogo è sano”. Lo stesso sistema è in vigore anche in Trentino, dove è stata avviata un’ulteriore sperimentazione: “Presto le aziende verranno valutate in base al consumo idrico - continua Marcello - . L’agricoltura da sola è uno dei settori che utilizza più acqua: per questo stiamo piantando nuovi vigneti con una barbatella prodotta a Milano, il portainnesto M, capace di crescere con molte meno risorse. Se tutte le vigne lombarde fossero così, ogni anno si risparmierebbe qualcosa come tre volte il lago di Iseo”. Sfide a cui pensare, ora.

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