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Corriere della Sera - Cook

La nuova ecologia Siciliana … Dopo Sostain, la rete che unisce undici produttori dell’isola per una viticoltura a impatto minimo, Alberto Tasca lancia le visite “immersive” in cantina: passeggiate nei boschi e cibo iper locale. E al Vinitaly presenterà il suo ultimo vino, il Frappato… Mentre racconta gli sviluppi di Sostain, il programma di viticoltura sostenibile da lui fondato che ora coinvolge 11 cantine siciliane (altre 30 sono in via di certificazione), Alberto Tasca, 50 anni, amministratore delegato del gruppo Tasca D’Almerita — 600 ettari di vigne e cinque tenute nell’isola — non nasconde la preoccupazione: “La guerra in Ucraina è una tragedia, ci riporta alla preistoria. Dopo la pandemia saremmo dovuti andare verso un altro modello e invece siamo ripiombati indietro: sono molto turbato. Credo che a questo punto sostenibilità debba significare responsabilità: dobbiamo trovare il modo di creare un sistema in equilibrio, in cui nessuno prevalga su nessuno”. Nella geopolitica così come in altri campi. Sono pensieri che Tasca stava già facendo “pre-guerra”, e che ora diventano forse ancora più urgenti, anche se in proporzione al conflitto tutto sembra piccolo, e lontano. Ma il concetto di sostenibilità come “dovere dell’uomo” è il cardine del suo ragionamento: “Siamo noi i predatori all’apice della catena alimentare — dice — perciò abbiamo noi la responsabilità di occuparci delle relazioni che ci legano alle altre forme di vita e all’ambiente. Serve un nuovo “umanesimo ecologico” in cui la sostenibilità sia un valore fondante, un metodo multidisciplinare, un modo di vivere”. In quest’ottica anche l’enoturismo può cambiare: “A Piano Dario, sull’Etna, aprirà in primavera la nuova area accoglienza ristrutturata della tenuta Tascante. Qui faremo degustazioni immersive, con passeggiate in vigna e nei boschi di castagno, raccolta di erbe spontanee... L’idea è creare, attraverso il vino, una cultura del luogo, ed estendere il progetto a tutte le nostre cantine”. Gli ospiti potranno anche assaggiare i piatti dello chef Gabriele Camiolo, già patron della cucina alla tenuta Capofaro, che per il Tascante sta studiando un menu iperlocale, sia negli ingredienti che nell’esecuzione. Poi: al Vinitaly l’azienda presenterà un nuovo vino, il Frappato. “Quando siamo arrivati a Regaleali c’era qualche traccia di queste vigne autoctone. Abbiamo ripiantato tutto e ora siamo pronti: è un’uva a bacca rossa abituata a climi caldi e aridi, ma in grado di esprimere una gradazione alcolica non troppo alta e ottimi profumi”. Tra i progetti del 2022 c'è anche quello di aprire dei locali nel palermitano, “ospitalità e food, aperitivi e vino... ci stiamo lavorando”. Uscire dalla Sicilia? “Mi piacerebbe — ammette Tasca —. Soprattutto per andare nel Mediterraneo, da Cipro allArecia. Un bacino interessantissimo, però per il momento mi limiterò a organizzare qualche degustazione delle bottiglie greche che ho in cantina”. Sorride. E poi si rabbuia. Fuori c’è sempre la guerra.

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