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Corriere Della Sera / Corriere Economia

“Primo obiettivo, difendersi dai falsi” ... Organizzarsi in consorzio per sviluppare il business: una strategia diffusa già prima della congiuntura economica e ancor più oggi. “Fare sistema aumenta la competizione delle aziende - spiega Alberto Volpe, direttore generale del consorzio Italia del Gusto - soprattutto in questo periodo di crisi. Rappresenta una grossa opportunità, oggi più di prima”. Insieme, sfruttando le sinergie, si abbattono i costi e ci si addentra meglio nelle piazze estere. “Permette alle Pmi di competere sui mercati internazionali in modo coordinato - aggiunge - molte piccole realtà non ce la farebbero da sole”. Il consorzio è un modello di protezione o di promozione del made in Italy? “La promozione è la miglior protezione - sottolinea Volpe -, la nostra attività è l’export, al 100%. Non siamo un consorzio di tutela, ma spingiamo le aziende alimentari a crescere oltre i confini nazionali, dialogando direttamente con i retailer della distribuzione moderna e i consumatori. L’obiettivo è quello di creare un portfolio che rappresenti al meglio il made in Italy sul mercato mondiale, offrendo una gamma completa di prodotti di qualità”. Saltando un anello della catena distributiva, in particolare i fornitori locale, “la cordata italiana” seleziona direttamente i clienti esteri, dialoga con loro, e controlla i prodotti sugli scaffali di vendita, evitando che spaghetti taroccati, o altri falsi, entrino nel giro degli articoli “veraci”. Il fenomeno dell’italian sounding è così diffuso che soltanto azioni coordinate sono in grado di tamponarlo, di conseguenza il consorzio può diventare un’arma efficace contro la contraffazione. “La comunicazione è fondamentale per combattere il mercato dei falsi, riguarda in particolare l’informazione e l’educazione di retail e consumatori: spieghiamo come si distinguono i prodotti di qualità dalle imitazioni. Stiamo anche studiando altre soluzioni, come packaging comuni con il marchio del consorzio e reparti separati per i nostri prodotti”. Un punto debole del sistema organizzativo è la “difficoltà nello sviluppare i rapporti tra i manager del gruppo”, di metterli d’accordo, difficoltà che rallenta il consolidamento del “sistema Italia”. Ma sul fatto che il modello funzioni, non ci sono dubbi, basta osservare il lavoro dei colleghi spagnoli, per nulla impauriti dalla crisi. “In Spagna esistono diverse realtà e raccolgono le principali aziende alimentari. Operano da molti anni per cui hanno maggior esperienza e miglior coordinamento”.


Trentacinque aziende, una per ogni settore merceologico alimentare, si sono riunite nel consorzio Italia del Gusto per promuovere insieme l’eccellenza della gastronomia italiana sui mercati internazionali, esportando nel mondo un portfolio completo di prodotti. Fanno parte del consorzio guidato da Giovanni Rana (vedi pezzo a lato ) soltanto aziende leader nel settore food, di qualità e di proprietà esclusivamente italiana (nessuna multinazionale). Nessun vincolo di dimensione industriale, di fatturato (variabile da 10 milioni a diversi miliardi) o geografico. La vocazione del consorzio, nato tra la fine del 2006 e l’inizio del 2007, è proprio l’export, a cui dedica ogni sforzo, così come prevede il suo statuto. In futuro potrebbe anche occuparsi di altre attività, come la creazione di un gruppo di acquisto per dotarsi di servizi telefonici e packaging con il marchio consortile. Il suo volume d’affari è pari a 800 mila euro con una stima di crescita del 20% per il 2009; la somma deriva dalla raccolta attraverso le partecipazioni fieristiche e la realizzazione di attività promozionali all’estero. Russia, Croazia e Ungheria sono i Paesi in cui ha investito con successo e sta studiando come consolidare la presenza in Polonia, Slovenia e in tutta l’Europa dell’Est, senza abbandonare l’obiettivo di espandersi in India e Cina.

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