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Corriere Della Sera / Corriere Economia

“La nostra frontiera si chiama India” ... La cantina marchigiana punta sul biologico e va a caccia di affari a Mumbay... Uno dei marchi storici dell’enologia marchigiana sbarca in India. “Quello che accade è che i paesi emergenti, come a esempio l’India - spiega Doriano Marchetti, Presidente della cantina marchigiana Moncaro dimostrano un’attenzione sempre maggiore nei confronti del vino italiano. Con la Francia che continua ad essere per l’Italia un mercato chiuso e difficile, e gli Stati Uniti che non vanno poi così
tanto bene”. L’azienda, con il partner indiano Riona Wine, ha deciso di avviare una joint venture per produrre vino proprio vicino a Bombay. “Forniremo percorsi di formazione ed assistenza tecnica agli indiani su come allestire una cantina, che, seguendo le nostre esperienze enotecniche, la ultimeranno entro 2 anni. Ma l’accordo prevede anche la commercializzazione dei nostri rossi in India, dato che il vino marchigiano è apprezzato soprattutto per il suo buon rapporto qualità-prezzo che lo rende davvero competitivo. Il primo container con 50 mila bottiglie sbarcherà già questo mese sulle coste indiane, ma prevediamo di arrivare a 500 mila litri nei prossimi 7 anni”. Sulla crisi in atto, il presidente è fiducioso: “L’export dell’agroalimentare è l’unico settore in crescita. Per quanto ci riguarda esportiamo per il 60% all’estero, per lo più in Europa e Giappone, ed il restante 40% in Italia”.

Ma la azienda vinicola si è saputa distinguere sul mercato del vino per la sostenibilità ambientale che è oggi uno dei suoi punti di forza. “Abbiamo iniziato la coltivazione a basso impatto ambientale nel 1980 prima ancora dell’entrata in vigore della legge sul biologico. Non solo. Con un sistema di sms avvisiamo in tempo reale i nostri soci che sono sui campi se sono in arrivo vento, grandine, o se sono in agguato parassiti che possono attaccare la vite e diamo consigli pratici e veloci sul da farsi”.
E adesso la cantina marchigiana attacca il mercato con un inedito: il Madreperla, uno spumante classico ricavato da un insolito mix di due prestigiosi vitigni, il verdicchio di Jesi ed il Montepulciano del Conero.


Moncaro... Fondata nel 1964 a Montecarotto (An), l’azienda è diventata la maggiore realtà vitivinicola delle Marche con mille soci ed un fatturato di 22,8 mln di euro (+9,1% sul 2007). Con 1.900 ettari di vigneti, di cui 60 a coltivazione biologica, la cantina, sotto la guida degli enologi Giuliano D’Ignazi e Riccardo Cotarella, si è aggiudicata numerosi premi internazionali. Nelle tre cantine, la sede storica di Montecarotto (An), e due stabilimenti a Camerano (An) alle
pendici del Monte Conero e ad Acquaviva (Ap), lavorano 67 dipendenti ed un altra quindicina saranno impiegati nei nuovi vitigni in procinto di nascere in India. Dopo aver conquistato il Nord Europa negli scorsi anni, nel 2008 la Moncaro sulla scia dei dati confortanti del settore, ha lanciato sul mercato italiano una gamma biologica che comprende la versione Rosso Piceno Doc ed il Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Doc, tipici delle Marche.

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