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Corriere Della Sera / Corriere Economia

“Raddoppieremo e vendite nel 2010” ... Per le famiglie nobili produrre vino è stata quasi sempre un’attività edonistica, amatoriale, non per Duccio Corsini, figlio di Filippo Corsini, principe di Sismano che è riuscito a trasformare il lavoro della vigna in una moderna attività imprenditoriale.
“Nel 1992 - racconta Duccio Corsini - quando sono arrivato a Le Corti, i progetti erano diversi, ma è bastato sporcarsi le scarpe di terra per capire che attraverso il vino, l’olio e l’ospitalità avrei potuto fare le cose nel modo migliore, dando una rotta a una fattoria in letargo, non più produttiva. In fondo, mostrarsi moderni, vendendo con successo un prodotto che vale, significa onorare
la tradizione, non è una questione di stile, ma di sostanza, si tratta di comunicare qualcosa di vero, di solido”.

La sfida vincente è stata di portare il vino in bottiglia direttamente sul mercato, stravolgendo le consuetudini di un’azienda agricola basata solo sulla vendita all’ingrosso. Come si entra in un mercato saturo come quello del vino e per questo difficile da conquistare? “Abbiamo puntato sulla qualità senza compromessi, producendo solo O vino con le uve dei nostri vigneti, lanciando un messaggio semplice fatto di
poche etichette ma con una loro personalità, quindi riconoscibili. Questa scelta è stata apprezzata prima all’estero, poi anche in Italia”. Sfondare sui mercati stranieri non è facile, la denominazione Chianti sicuramente vi avrà aiutato, ma da solo il nome non basta. Quali strade avete seguito? “Ci siamo fatti conoscere con l’assidua partecipazione alle fiere e attraverso una capillare rete di contatti, frutto di un lavoro costante e meticoloso”.

Come sta andando il mercato? “Nel mondo del vino la crisi si è fatta sentire già nel 2007, lo scorso anno la situazione è rimasta stazionaria e lo sarà anche per il 2009, ma sul medio periodo sono ottimista, infatti pensiamo di incrementare di oltre il 50% le vendite entro la fine del 2010”.
Esiste una ricetta anti crisi? “Il vino non è un prodotto diverso dagli altri, come tale va trattato con criteri imprenditoriali, perciò è importante investire sulle risorse umane, affidarsi ai professionisti migliori”.
Quali sono i concorrenti più temibili? “Siamo noi stessi la concorrenza più ostica, sono le cattive azioni di qualcuno che danneggiano l’immagine di tutti i produttori, se operiamo bene come sappiamo fare, il vino italiano non teme confronti”.


Corsini... Credere nel domani, lavorare sodo e anche rischiare quando il mercato richiede intraprendenza: sembra una ricetta degli Anni Duemila, magari necessaria per affrontare l’attuale momento di difficoltà economica, e invece è una lezione tutta fiorentina che la famiglia Corsini, giunta in città da Poggibonsi alla fine del 1100, imparò con successo, prima dedicandosi al commercio, poi all’attività di banchieri, i cui discendenti imboccarono nel corso dei secoli anche la carriera politica e religiosa.
Con un salto temporale di quasi mille anni, arriviamo ai giorni nostri per dire che oggi Principe Corsini è una realtà imprenditoriale toscana che fattura 2,9 milioni cui fanno riferimento due aziende agricole: la Fattoria delle Corti (246 ettari, 49 vigne e 73 oliveti) dove si produce il Chianti Classico e la Tenuta Marsiliana estesa su una superficie complessiva 2.850 ettari. Circa il 70% della produzione vinicola (230 mila bottiglie in tutto lo scorso anno) raggiunge 15 mercati stranieri, tra i quali spiccano Stati Uniti, Germania, Giappone, Inghilterra e Messico. Ora si punta a una maggiore espansione nei Paesi asiatici.

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