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Corriere Della Sera / Corriereconomia

Tentazione Ucraina: giovane, ambiziosa, inquieta ... Agricoltura, siderurgia e metalmecanica i settori su cui puntare. In un paese a cui piace molto il made in Italy... Un mercato con una enorme potenzialità di crescita dei consumi interni. Ma segnato da una rilevante instabilità politica. In Ucraina le opportunità dei tre principali settori, cioè l’agricoltura, la siderurgia e la meccanica, fanno il paio con i rischi connessi all’appartenenza alla galassia dei paesi post-sovietici. Per le medie imprese italiane, impegnate in un’espansione commerciale riguardante soprattutto l’Europa dell’Est, l’Ucraina, con il suo 12% di aumento del Pil fatto registrare nel 2005, rappresenta una realtà in cui muoversi con energia, ma seguendo una strategia di rischio calcolato. Non solo per ragioni geopolitiche, ma anche perché nel sistema economico ucraino sussiste il tarlo dell’inflazione, attestatasi l’anno scorso intorno al 10%. Tuttavia, le scelte di investimento delle imprese italiane potranno beneficiare dell’acquisizione da parte di un istituto italiano, Banca Intesa, della quarta banca ucraina, Ukrsotsbank. Sul territorio, questo istituto ha 527 filiali e dispone di alcuni servizi, essenziali per una operatività minima ma non scontati su quel mercato, come le carte di credito. Una opportunità in più, che si accompagna alla presenza del gruppo Unicredito. La prima chance è costituita dal numero di consumatori e dalle loro caratteristiche. Cinquanta milioni di abitanti, contraddistinti da una elevata cultura di base e da una forte disponibilità psicologica all’acquisto di prodotti occidentali, tanto più se espressione del fascinoso Made in Italy. Nei chioschi che vendono giornali a Riga, stupisce il numero di pubblicazioni specialistiche dedicate al mass market, alla moda, all’enogastronomia. Scarpe e vestiti, dieta mediterranea e vini come nuove icone. Un’indicazione chiara sulla propensione dei cittadini ucraini...

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