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Corriere Della Sera / Corriereconomia

L’etichetta verde è servita in tavola ... Il biologico... La produzione di vino biologico di alta qualità può aiutare a far superare la crisi del settore. Ne è convinto Silvano Brescianini, direttore generale dell'azienda agricola “Barone Pizzini” di Franciacorta, che realizza il 100% delle sue bottiglie grazie a concimi naturali, come zolfo e rame. “Proporre sul mercato internazionale un vino con la certificazione biologica europea, significa essere più competitivi - esordisce Brescianini -. Vuol dire possedere un valore aggiunto, in termini di genuinità e sapore, che va sfruttato al massimo. E l'Italia, leader europeo della superficie viticola bio con più di 30 mila ettari, ha le carte in regola per valorizzare questo patrimonio”. Un segnale d'ottimismo confortato dai primi dati di vendita del 2010. “Gli ultimi mesi dell'anno scorso sono stati un po' complicati - ammette Brescianini - ma adesso si va verso la ripresa. Tanto che prevedo di chiudere l'anno con un fatturato di 4 milioni di euro, il 15% in più rispetto al 2009. Numeri che confermano quanto il biologico faccia sempre più parte delle scelte degli italiani. Anche perché il prezzo di ogni bottiglia non è superiore a quello dei suoi concorrenti sul mercato”.
Intanto, nascono iniziative per sensibilizzare quei consumatori restii a scegliere vini naturali. Come quella di Alessandro Moglia, sommelier dell’Hotel Bellevue di Cogne. A partire da maggio - anticipa l'esperto - presenteremo la “Carta verde dei vini”: 210 referenze realizzate da 80 produttori europei. Saranno spiegati i procedimenti biologici di bianchi, rossi, rosati e spumanti. Ma presenteremo anche molti biodinamici, nati da un produzione che segue l'andamento delle fasi lunari e delle stelle, dove l'intervento umano è quasi inesistente. Insomma, è un’iniziativa nata per offrire un buon supporto a una clientela sempre più interessata al settore biologico”.

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