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Corriere della Sera - DiVini

La famiglia che ha risollevato i bianchi tedeschi … Agrumi, sale, mele e pere, mango. Tutto ciò in un bicchiere di Riesling come quello che arriva da Graach an der Mosel, l’Auslese Domprobst 2015. Sull’etichetta, con caratteri gotici, un frate sorride giulivo accanto a una botte piena. Una piccola azienda di quattro ettari è schierata nel movimento della riscossa del Riesling. La guidano padre e figlio, Willi e Christoph Schaefer. Se la Mosella, dopo la non brillante immagine degli anni Ottanta, si è risollevata affermandosi come la più importante zona vinicola -della Germania, al vertice nella produzione dei bianchi europei, è anche grazie a questa famiglia. Non è la sola, certo, ad aver riportato al successo una patria del vino che fino agli anni Sessanta si contendeva il primato dei prezzi con grandi rossi francesi. Ora la Mosella, con le sue alture difficoltose da lavorare, garantisce bianchi con primato di affinamento, che possono essere bevuti decenni dopo l’annata di uscita sul mercato. La storia degli Schaefer risale al primo secolo dell’anno Mille. La produzione di vino inizia nel 1590, come raccontano, orgogliosi, Willi e Cristoph. Il giovane Schaefer è sbarcato all’ultimo Vinitaly di Verona per ritirare il premio come miglior vignaiolo straniero nella guida del Corriere della Sera, scritta con il super sommelier Luca Gardini. “Siamo e vogliamo rimanere una azienda a dimensione artigianale”, dice Cristoph. “Ci occupiamo solo di vigne di Riesling Renano, il tipo che si adatta meglio ai terreni argillosi, di ardesia e lavagna. Cerchiamo di lavorare in armonia con l’ambiente, abbiamo notevolmente ridotto l’uso dì prodotti chimici”. Semplicità ed eleganza, con una cura attenta nelle vigne e in cantina. Con questa formula Willi e il figlio sono riusciti a ottenere dai critici mondiali, come Robert Parker, punteggi elevati. Per vini consistenti, ricchi di spunti minerali e di aromi. Senza spingere troppo, come fanno altri vignaioli della Mosella, sull’effetto botrytis, il fungo che intensifica la dolcezza e la complessità del Riesling.

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