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Corriere della Sera - DiVini

Marco Caprai e “l’enologo volante” fanno grande il Sagrantino … “Montefalco è ornato di belle et buone vigne, coltivati terreni et di gran frutto, delicati vini et benissimo grano, che l’uno et l’altro è d’avantaggio al numero delle genti; i frutti sono quivi perfetissimi et in gran copia”. È il 1565 quando Cipriano Piccolpasso, provveditore della fortezza di Perugia, scrive a papa Pio IV la prima relazione ufficiale sui vini di Montefalco: il Sagrantino era già noto nel Rinascimento. Ora inizia un altro Rinascimento per questo vitigno da un millennio in equilibro tra leggenda e realtà, forse importato dai seguaci di San Francesco. Era quasi scomparso negli Anni 60. È rinato, decennio dopo decennio. L’ultimo balzo in avanti si chiama Spinning Beauty. È un Sagrantino al cubo, un moltiplicatore della propria essenza, creato da Marco Caprai, produttore tosto quanto il suo vino. Il nome è un omaggio alla vocazione tessile della famiglia, sotto la guida del padre Arnaldo, nel 1971 acquistò il casolare e le vigne diventate ora l’azienda vinicola di 160 ettari nota nel mondo. Lo Spinning, con filo e ago disegnati sull’etichetta, è il Sagrantino più caro della storia, 180 euro. Ma non è l’unico primato. È quello che viene affinato di più, io anni. Ed è l’unico a nascere con la firma di una star del settore, Michel Rolland, “l’enologo volante” (si sposta con elicotteri e jet nelle cantine che segue non solo in Europa). All'inizio il Sagrantino era dolce, si è risollevato 50 anni fa con la versione secca. Lo Spinning 2009 è la superpotenza di quest’ultima via, con la sua vena robusta, speziata, il sentore d’incenso e lo spunto ligneo della barrique. “Volevo una nuova sfida: un classico dal lungo affinamento”, racconta Caprai, “come lo spagnolo Vega Sicilia o il californiano Screaming Eagle. Ho cercato Rolland e non mi sono mosso da Bordeaux, dove vive, fino a quando sono riuscito ad ottenere un appuntamento. Ha creduto nella nostra terra umbra. È nata la nuova linea Signature che comprende, oltre allo Spinning, il Malcompare 2015 (Pinot nero) e il Belcompare 2015 (Merlot). La qualità non basta, bisogna puntare all’eccellenza”. Ai “frutti perfetissimi” del primo Rinascimento.

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