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Corriere della Sera - DiVini

Una trama da Recovery Fund dietro il Prosecco Rosé … “Il primo di novembre si sceglievano i cento mastelli di vino di Prosecco che in ciascun anno la città di Trieste offerisce alla Maestà dell’Imperatore in conformità dell’accordo seguito lì 20 settembre 1382 col Duca Leopoldo d’Austria”. Questo si legge in una antesignana guida enologica del 1797, 11 mentore perfetto de’ negozianti. Almeno per quattro secoli il Prosecco triestino era così importante da diventare una tassa al dominio imperiale. Dall’800 non è più così. Poteva esserci una riscossa, nel 2009. Per tutelare dei falsari il vino Prosecco, serviva il nome di una località di produzione. La capitale dell’operazione Super Doc è diventata così Prosecco, frazione di Trieste. Una capitale rimasta sulla carta. La produzione triestina di bollicine non è mai decollata. Ma anche nel mondo del vino accade quello che si è visto a Bruxelles con l’Olanda anti Recovery Fund. Come gli olandesi che minacciavano di bloccare tutto, gli agricoltori del Carso vogliono fermare la novità del 2020 per la Doc veneto-friulana presieduta da Stefano Zanette: il debutto del Prosecco rosé. L’idea è di produrre 20 milioni di bottiglie, unendo Glera e Pinot nero della vendemmia 2019. Il nuovo rosato, che ha come oppositori i vignaioli artigianali della Fivi (“rischia di far confusione”), doveva essere da ottobre la panacea per i conti in molti casi disastrosi delle cantine (fino a -70% delle vendite) a causa del coronavirus. Invece, con un cavillo, la mancata traduzione in sloveno del nuovo disciplinare, il lancio è rinviato, in attesa che il ministero dell’Agricoltura decida sul ricorso dei triestini, che lamentano l’assenza di aiuti per la loro attività. Quando (e se) arriverà sugli scaffali, il Prosecco rosé non sarà comunque una sorpresa totale. Nel rapporto inedito firmato da Zanette che ha permesso di ottenere il via libera statale a maggio, si rivela che su “358 cantine della Doc, ben 198 (il 57% del totale) producono vini effervescenti rosé. 8 volte su 10 si tratta di spumante, nel 75% dei casi viene usata la Glera, in assemblaggio con varietà a bacca nera, tra le quali spicca il Pinot nero”. Ma potrà chiamarsi Prosecco rosè solo quando sarà risolta la lite con i discendenti dei produttori che furono costretti a portare i mastelli di vino all'imperatore asburgico.

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