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Corriere della Sera - DiVini

Nella storica cantina Biondi Santi fanno la tac alle vigne … La scrivania con le cartelle di pelle e i vassoietti di legno è nella penombra, con antiche bottiglie impolverate alle spalle. Tutto è rimasto come prima della sua morte, 7 anni fa, quando da quell’angolo della cantina dove è nato il Brunello di Montaicino, Franco Biondi Santi custodiva l’integrità e la longevità del suo vino. Alto, magro ed elegante con i suoi cappotti con il collo di pelliccia d’inverno e gli abiti color crema d’estate, Franco Biondi Santi ha lasciato in eredità la Riserva 2012, firmando un vino straordinario, sul mercato da pochi mesi. Ora che l’azienda è nelle mani francesi del gruppo Epi di Christopher Descours, il passato che per ha per icone la scrivania di Franco e il caveau con le vecchie annate così solido da resistere anche alle incursioni dei nazisti, non sembra più un tempo immobile. Come una canzone con le stesse note, ma con un ritmo accelerato, più in sintonia con il presente. Il nuovo ad Giampiero Bertolini è il volto di questa nuova fase. Sono stati acquistati da poco nuovi vigneti, in zona Ribusuoli, poco distanti dalla Tenuta Greppo. Ora il giovane enologo Federico Radi strizza l’occhio alla biodinamica. È stato chiamato un esperto internazionale, Pedro Parra, per fare una sorta di Tac delle vigne, con uno scanner trainato da una slitta, per studiare le diversità dei suoli, indagati attraverso 32 buche profonde più di 2 metri. Sono arrivate botti in cemento grezzo o in rovere di Slavonia. Investimenti e ricerca si riflettono nei nuovi vini. Durante il coronavirus, in anteprima mondiale con un gruppo della Federazione italiana sommelier, è stato presentato il Rosso di Montalcino Biondi Santi 2017, un’annata calda e secca. Un’anteprima: si troverà in vendita a settembre, costerà fino a 60 euro, “un aumento che dà coerenza al valore del nostro marchio”, dice Bertolini. Un Rosso che profuma d’alloro, di lamponi e di bosco, con la giusta freschezza agrumata e il vigore necessario. Racchiude l’identità e l’evoluzione della nuova era di Biondi Santi. La citazione giusta è stata del sommelier Paolo Lauciani, che ha tirato in ballo il musicista austriaco Gustav Mahler: “Tradizione è custodire il fuoco, non adorare la cenere”.

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