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Corriere della sera - DiVini

Felluga e la capacità di far conoscere i bianchi del Collio … Questa è la storia di una famiglia che lavora divertendosi e si diverte lavorando. Come è possibile? Lo ha spiegato Marco Felluga festeggiando i suoi go anni, nel 2017: “Quando ami ciò che fai, il tempo vola”. Ora al comando c’è il figlio Roberto. E scalda i muscoli Ilaria, esile ma tosta, l’ultima generazione. La storia dei Felluga inizia con un viaggio dall’Istria. La famiglia produceva vino dall’altra parte dell’Adriatico e lo portava con le barche a Trieste. Poi il trasferimento a Grado. Marco e il fratello Livio (morto nel 2016 a 102 anni) si separano nel 1956 e fondano le loro aziende. Assieme alla Marco Felluga decolla Russiz Superiore. Nelle etichette delle due aziende ci sono due simboli della grandezza di questo angolo di mondo mitteleuropeo, il leone di San Marco per Felluga e l’aquila dell’impero asburgico per Russiz. È il Collio, la zona che regala all’Italia vini bianchi tra i più grandi. Il terreno si chiama ponca, un impasto di marna e arenaria, racchiuso in un ferro di cavallo che comprende le colline della provincia di Gorizia, tra i fiumi Isonzo e Judrio, da Dolegna fino a San Mauro. Qui è stata scoperta un’antica barriera corallina che continua a dare salinità ai vini e a restituire tantissimi fossili. “Ma non basta produrre buon vino. Nell’estremo Nordest bisogna riuscire a comunicarlo al resto del mondo”, dice Roberto Felluga. Il primo a capirlo è stato il padre. Poco meno di 20 anni fa il patriarca del vino friulano si presenta a casa del fotografo Oliviero Toscani. “Buongiorno, sono Felluga, ho un progetto”. Passa un mese e si vede la Porsche gialla di Toscani percorrere le strade del Collio. Irrompe una campagna pubblicitaria. Foto giganti con una modella di colore che stringe al seno nudo una bottiglia di vino. Sullo sfondo una scritta: “l'unico bianco che amo”. La campagna viene presto ritirata, vince la paura delle proteste. “L’importante”, sostiene Roberto, “è non cedere all’omologazione del gusto”. Ci riesce con i suoi vini: tra questi il Sauvignon 2018 Russiz Superiore, un campione morbido di freschezza.

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