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Corriere Della Sera / Le Vie Del Gusto

Vicenza - Si stappa il Novello: sono 170 i produttori al Salone del vino. «La siccità ci ha spaventati, ma sarà un anno buono». Sul mercato 19 milioni di bottiglie, gradazione di 11,5 ... Se il buongiorno si vede dal mattino, l’annata del vino si vede dal novello. Ed è per questo che sommelier, ristoratori e enofili come ogni anno sono in trepida attesa della data del 5 novembre quando, alla Fiera di Vicenza, si terrà il Salone del Novello italiano (giunto alla sua sedicesima edizione) e alle ore 10, madrina della cerimonia Matilde Brandi, scoccherà l’ora del déblocage, termine francese che segna la messa in commercio ufficiale del primo vino dell’annata 2003. E il 2003 sarà una buona annata. Parola di Franco Giacosa, enologo delle cantine Zonin di Gambellara, l’azienda vitivinicola privata più importante d’Italia. «Temevamo molto per gli effetti della siccità, che ha prodotto uve dalle "bucce di cuoio" difficili da fermentare. Ma i risultanti per i novello sono più che buoni, c’è un buon colore, una buona gradazione intorno agli 11,5 gradi. Siamo fiduciosi anche per i vini rossi "normali", il 2003 sarà una buona annata».
Il novello deriva dal più celebre Beaujolais Nouveau francese prodotto sin dagli anni Cinquanta nell’omonima regione, con uve gamay utilizzando il processo della macerazione carbonica (le uve ammostate fermentano in un contenitore chiuso dal quale non può uscire l’anidride carbonica), grazie al quale in poche settimane si riesce ad ottenere un vino fresco e fragrante. Ma il nouveau all’italiana ha una storia molto più recente, cominciata più di vent’anni fa da Angelo Gaja di Barbaresco che mise in commercio il Vinot. Da allora il novello si produce con i vitigni più disparati (oltre sessanta) e in ogni regione d’Italia. Le zone di maggiore produzione sono Veneto (che da sola produce il 30% del totale), Toscana, Friuli e Piemonte, mentre i vitigni maggiormente utilizzati sono merlot, cabernet e sangiovese. Quest’anno le stime - fornite da Pino Khail di Civiltà del Bere , organizzatore del Salone del Novello - parlano di una produzione di quasi 19 milioni di bottiglie di vino con una crescita rispetto all’anno precedente del 5,7%. Dato importante se riferito a questa vendemmia che è tra le più scarse del secolo, segno che molti produttori, pur di mantenere il Novello, hanno rinunciato ad altri vini. Sempre secondo le stime di Khail il prezzo medio di un novello 2003 sullo scaffale dell’enoteca si aggirerà intorno ai 7 euro la bottiglia. Alla rassegna di Vicenza partecipano circa 170 produttori da tutta Italia, con una leggera flessione sul numero di partecipanti. Quando si parla di novello il mondo dei consumatori si divide. Molte enoteche lo disprezzano e lo bandiscono dai loro scaffali. Mentre invece per tanti altri il novello merita tutto il rispetto degli altri vini. Innanzitutto è un appuntamento importante che segna l’inizio della nuova annata. E’ un vino rosso (solo rarissimi novelli sono bianchi) immediato, fragrante, fruttato, leggero. E non costa moltissimo. E lo si ami o no, è un vino che vive «l’espace d’un matin», due-tre mesi al massimo. E allora dopo avere scherzato con il novello, si può tornare a bere i vini importanti.

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