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Allegrini 2018

Corriere Della Sera / Magazine

Cin Cin ... Niente follie nell’anno della crisi in vista di un 2009 che non si preannuncia migliore. Ma almeno il brindisi lasciatecelo godere. Le bollicine, francesi o italiane, fragranti o strutturali, rappresentano sempre un bel bere, danno allegria, si possono gustare a tutto pasto. Le migliori sono quelle ottenute con il metodo champenois, lungo e costoso, inventato Oltralpe per lo Champagne, appunto, ma fatto proprio da una élite di produttori italiani.
Ecco quattro esempi ai massimi livelli. Quando si chiama Riserva un vino, se il produttore è serio, ci si trova di fronte a un prodotto fuori dal comune. Nella gamma Sigillo Blu della Martini spicca il “Montelera Alta Langa Doc 2004, da uve pinot nero (80%) e chardonnay (20%), di una sola grande annata. Di un bel colore paglierino intenso, è ricco ed equilibrato, elegante, con sentori di crosta di pane e mandorla (Martini, te. 011.8108465).
E’ il frutto del mix di diverse annate, invece, il nuovo “Berlucchi Extrême” (solo 9.000 bottiglie), 100% chardonnay di Franciacorta, fermentato in parte in barrique, affinato in bottiglia per un anno dopo la sboccatura. Secco, dritto, con fragranze di mandorle e agrumi, è scorrevole e armonioso (Berlucchi, tel. 030.984381). L’ultima novità di casa Ferrari è un Trento Extra brut. Niente chardonnay per il “Perlé Nero 2002”, solo pinot nero: complesso, con note aromatiche, di gran nerbo. Una vera, eccellente, sorpresa. C’è poi la “Cuvée France brut Rosé”, dai toni pallidi e brillanti, con sentori di amarene, sapore secco ma morbido, setoso e di pieno carattere (Haut de Gamme, tel. 02.58430637).

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