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Corriere Della Sera / Magazine

Non serve ubriacarsi per divertirsi ... Caro Beppe, da ammiratore e conoscitore della cultura anglosassone quale sei ti vorrei porre una domanda. Mi trovo attualmente a Belfast, in Irlanda del Nord, per terminare il dottorato di ricerca. Avendo vissuto qui per quasi cinque anni, ancora non capisco il motivo per il quale da queste parti, così come in Inghilterra, Scozia, Galles o Repubblica d’Irlanda, se non ci si ubriaca non ci si diverte. Figurati che a me, che sono astemia, chiedono sempre come faccio a fare battute da sobria (!). Ma stiamo scherzando? Forse dovrei dire loro che ho lo humour toscano nel sangue o che più semplicemente essendo italiana non ho certo bisogno dell’alcol per divertirmi. La mia teoria attribuisce il tutto al fatto che qui nel Regno Unito la gente è emotivamente repressa (il che è molto triste), teoria confermata da una
mia amica inglese. Gradirei una tua opinione al riguardo. Michela Dettori landingstep@yahoo.it

Non c’è dubbio che l’imbarazzo sia - fosse? - la malattia nazionale inglese (non irlandese né scozzese, però!). L’alcol viene usato come solvente dell’ansia, non c’è dubbio. Ma la questione è più vasta. L’equazione divertimento=sbornia è purtroppo entrata nella cultura inglese e americana, a cominciare dai giovani. Noi beviamo meno e meglio, ma non c’è dubbio che tra i ragazzi italiani certe pessime abitudini anglosassoni stiano facendo strada. Che fare? Educare i figli al consumo intelligente: il proibizionismo, in questa materia, non funziona.

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