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Corriere Della Sera / Magazine

La memoria della rosa ... Un roseto fa da cornice alla vigna, con i suoi filari di sangiovese e merlot. le stesse uve che, rispettivamente per 9/10 e 1/10, concorrono alla nascita del Rosae Mnemonis. Memoria della rosa, dunque, quasi che profumo e colore di un fiore gentile ispirino l’evoluzione del vino. Che è un normale Chianti, né Classico, né legato a un particolare territorio della Toscana. Certo, tecnicamente un Docg, il vertice della scala piramidale delle denominazioni d’origine, ma Chianti tout court e come tale spesso ritenuto di minor pregio. E invece. Invece questo rosso dal nome poetico, prodotto da Silvia Maestrelli nella sua Villa Petriolo a Cerreto Guidi (FI), che non ha visto neanche l’ombra di una botte di legno, ma solo contenitori in cemento vetrificato e poi affinamento in bottiglia, è un piccolo capolavoro: saporito, rinfrescante, morbido, ma anche elegante e di sentori via via più complessi mano a mano che matura in bottiglia. Fine e per di più invitante: al secondo, al terzo, al quarto bicchiere... Guidatori, astenersi. www.villapetriolo.com

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