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Corriere Della Sera / Magazine

Legge sull’alcol: una comica ... Ciao Beppe! Per la prima volta mi sento orgogliosa di vivere a Milano. Apro il Corriere leggo che i ragazzi sotto i 16 non possono consumare alcol - sarà questo un buon inizio? Il mio coinquilino inglese dice che in Inghilterra l’età è di 18 anni e le cose non funzionano... Dimostriamo allora di essere più bravi e sorprendiamo l’Europa come abbiamo fatto con il fumo? Marcella Spano

Ammiro il tuo ottimismo, Marcella. Il divieto di servire alcol ai minori di sedici anni mi pare giusto e inevitabile, ma vedo ostacoli grandi come i futuri palazzi dell’Expo. Prima cosa: i controlli dureranno un mese, tra servizi giornalistici e interviste televisive ad amministratori pubblici soddisfatti e genitori privatamente ansiosi; poi, tutto dimenticato (si accettano scommesse). Secondo punto: l’alcol, in Italia, è disponibile ovunque, dagli autogrill ai supermercati, dai chioschi agli ambulanti. Un quattordicenne, avendo neuroni rapidi e funzionanti, ci metterà dieci minuti a procurarsi una bottiglia, se vuole farlo. Terzo punto: il proibizionismo rende l’alcol eccitante, per i ragazzi. Per questo non ha funzionato in Europa e negli Usa, dove gli adolescenti bevono di più e peggio (divertirsi = ubriacarsi, ecco l’equivalenza maledetta). In Italia, figuriamoci: sarà una comica ipocrita. Detto ciò, ripeto, era inevitabile incamminarsi su questa strada. Devono essere i genitori, non un barista, a decidere se offrire un bicchiere di birra a un quindicenne. Ma i produttori e i rivenditori di alcolici si sono tirati addosso questa e altre misure che verranno. Hanno creato infatti intrugli alcolici colorati, mirando il pubblico dei giovani e giovanissimi; reclamizzano superalcolici nei siti e nei giornali dei ragazzi; trasmettono pubblicità televisive da cui risulta che solo chi beve è figo; osteggiano ogni serio tentativo di anticipare gli orari di chiusura delle discoteche; non hanno messo né i soldi né la faccia in una campagna nazionale per aumentare i controlli sulle strade. Ora non vengano a ripetere “Il proibizionismo è sbagliato, non funzionerà!”. Noi lo possiamo dire, loro no.

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