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Corriere Della Sera / Magazine

Bollicine tra le mura ... Vinificazione in piccoli fusti di legno, acini scelti sulla pianta. Ecco il clos allevato come un principino... Tutto è choccante nel Clos d’Ambonnay. Il prezzo, almeno 2.000 euro la bottiglia. Il numero delle bottiglie, circa 3.000, un nonnulla per uno Champagne. L’annata della vendemmia, il 1996, quasi antica. E non ultimo, l’esiguità dell’appezzamento in cui vengono coltivate le uve pinot nero: poco più di mezzo ettaro, ad Ambonnay, uno dei 17 Grand cru (i migliori comuni viticoli) del territorio. Krug, come tutte le maison, produce normalmente bollicine
che sono il frutto del sapiente assemblaggio di vini di annate e territori differenti, ma aveva già una chicca di poche migliaia di bottiglie ricavata da un monocru, lo splendido Clos du Mesnil. Ora gli affianca questo straordinario Clos (la parola significa che il vigneto è racchiuso da mura) d’Ambonnay, allevato come un principino, con selezione degli acini sulla pianta, vinificazione in piccoli fusti di legno e altre diavolerie (del resto, “Vin du diable” veniva definito nel 700 il futuro Champagne). Fresco, sontuoso, complesso e sensuale: ma più che diabolico, angelico.

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